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Detenuto crotonese morto in cella a Rebibbia: quattro medici indagati per omicidio colposo

Ci sono quattro indagati nell’inchiesta sulla morte dell’agricoltore crotonese Rosario Leonetti, avvenuta nel carcere di Rebibbia a Roma il 14 ottobre del 2023, dove il 58enne era detenuto per associazione a delinquere di tipo mafioso in seguito all’operazione “Ultimo atto” della Dda di Catanzaro, scattata a febbraio di quello stesso anno contro le cosche di Cirò.

“L’omicidio colposo”

Si tratta di camici bianchi che hanno avuto in cura il paziente, nei cui confronti la Procura capitolina ipotizza l’omicidio colposo e la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario, “rei”, di aver provocato per negligenza, imprudenza, imperizia nell’esercizio della professione sanitaria, la morte dell’uomo, “per insufficienza cardio-circolatoria acuta su base aritmica secondaria a torsione a punta in un soggetto 58enne affetto da cardiopatia ischemica, ipertensione arteriosa, obesità, sindrome delle apnee notturne, associata a deviazione del setto nasale ed ipertrofica dei turbinati”.

Le presunte omissioni

Una serie di omissioni o di ritardi nelle scelte dell’equipe medica dell’Istituto penitenziario che aveva avuto in cura il detenuto, già con problematiche di salute, camici bianchi che se avessero agito tempestivamente, secondo le ipotesi accusatorie, avrebbero potuto salvare la vita del 58enne.

E nel fascicolo della Procura di Roma son finiti il direttore sanitario per l’inadeguata organizzazione dei turni delle visite specialistiche urgenti.

Nonostante le ripetute richieste di visita cardiologica formulate dal medico del reparto il 18 luglio, il 2 agosto con priorità urgente e il 22 agosto, il detenuto Rosario Leonetti era stato sottoposto a visita cardiologica solo l’1 settembre 2023 e lo specialista nel visitare il paziente avrebbe omesso di richiedere il tempestivo trasferimento del detenuto “in via prudenziale” in una struttura ospedaliera per ulteriori e più approfonditi accertamenti clinico-strumentali e valutazione di eventuale impianto di pacemaker, nonostante l’età di 58 anni, l’anamnesi, che repertava la cardiopatia ischemica e l’obesità e le anomalie del tracciato Ecg.

L’incidente probatorio

Ma sono finiti sotto inchiesta anche altri due medici che pur sottoponendo a visita il paziente il 19, il 22 e il 29 settembre del 2023, avrebbero formulato solo il 2 ottobre, quindi tardivamente e senza urgenza, il trasferimento in un ambiente ospedaliero di Leonetti. Condotte queste, secondo le ipotesi di accusa, che avrebbero ostacolato una corretta diagnosi sul paziente.

Il pm ha chiesto e ottenuto che si proceda nelle forme dell’incidente probatorio, che serve a cristallizzare le prove in vista di un futuro dibattimento. Il gip Flavia Costantini ha fissato l’udienza per il prossimo 5 maggio, nominando due consulenti, che avranno il compito di redigere una perizia medico-legale necessaria per accertare l’eventuale responsabilità dei medici, per capire se la morte sarebbe sopravvenuta a prescindere da colpe di tipo medico-sanitario o se il decesso poteva essere evitato.

La denuncia

Sono stati i familiari di Leonetti, a far scattare le indagini, depositando una denuncia alla Stazione dei carabinieri di Cirò Marina, con l’intento di vederci chiaro sulla cause che hanno portato alla morte del loro congiunto il quale, a breve, avrebbe dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico, già programmato all’esterno del carcere.