Ancora un episodio di violenza ai danni del personale sanitario. Nella serata di ieri, intorno alle 20:00, due medici cubani in servizio presso il Pronto Soccorso di Lamezia Terme sono stati aggrediti mentre tentavano di difendere un’infermiera vittima di minacce e intimidazioni da parte di un utente.
Richieste sistematicamente ignorate
A denunciare con forza quanto accaduto è l’ Usb Sanità Asp Catanzaro, che sottolinea come questo nuovo episodio confermi la condizione di insicurezza e stress estremo in cui è costretto a operare il personale, in uno dei Pronto Soccorso più esposti della Calabria.
Il sindacato ricorda che da oltre un anno chiede la sostituzione immediata del personale assente per lunghe malattie e maternità, oltre al potenziamento delle unità infermieristiche su tutto il territorio aziendale. Richieste che, denuncia l’Usb, sono state sistematicamente ignorate da un’Azienda che si trincera dietro numeri di fabbisogno errati.
Situazione insostenibile
“La situazione è insostenibile – afferma il sindacato –. L’ASP di Catanzaro ha abbandonato i propri lavoratori, condannandoli a turni massacranti, solitudine e paura. Non si tratta più di emergenze isolate: è una strage quotidiana della dignità dei lavoratori”. Alla vigilia della stagione estiva, che porterà inevitabilmente un aumento della popolazione in Calabria, l’Usb Sanità chiede un cambio di rotta immediato. È stata annunciata la richiesta urgente di convocazione delle Rsu appena elette per affrontare la drammatica situazione che investe tutta l’Azienda.
La mobilitazione dei prossimi giorni
Nei prossimi giorni, il sindacato avvierà una mobilitazione per denunciare l’inerzia di una dirigenza che, “comodamente seduta dietro una scrivania”, espone i lavoratori a turni insostenibili e a continui episodi di violenza. L’ Usb Sanità conclude ribadendo che non si fermerà “finché non verranno garantite la sicurezza, la dignità e i diritti di tutti i lavoratori e le lavoratrici”.



