Roma ha superato una prova titanica, un vero e proprio banco di prova per la sua resilienza, ma l’eco di questo successo sembra perdersi in un silenzio assordante . La capitale italiana ha gestito con maestria l’onda umana che ha invaso la città per i funerali di Papa Francesco, un evento di portata globale che ha messo a dura prova la macchina organizzativa.
170 delegazioni straniere, 50 capi di Stato, 10 sovrani, milioni di fedeli: numeri che da soli raccontano l’eccezionalità dell’evento. Ma Roma non ha tremato, dimostrando una capacità organizzativa che ha stupito il mondo. Il corteo funebre verso Santa Maria Maggiore, un percorso di 6 km attraverso il cuore della città, è stato il momento più delicato, ma anche il più riuscito.

Migliaia di fedeli hanno gremito Corso Vittorio, Piazza Venezia e Via Merulana, accompagnando la salma con rispetto e devozione. La Questura ha messo in campo un piano di sicurezza impeccabile, con tiratori scelti, sistemi antidrone e una no-fly zone, garantendo un percorso sicuro e senza intoppi.
Presidi medici e l’Ordine di Malta hanno assicurato assistenza alla folla oceanica, dimostrando una capacità di coordinamento e di risposta che ha fatto onore alla città. Roma ha affrontato una prova di resilienza senza precedenti, gestendo un evento complesso con professionalità e competenza.



