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Conclave, previsto anche il voto per “corrispondenza”

Il Conclave si avvicina, e con esso emergono dettagli sulle dinamiche che potrebbero caratterizzare l’elezione del prossimo Pontefice.

Secondo quanto riportato, il cardinale Vinko Puljic, arcivescovo emerito di Sarajevo, e un altro cardinale la cui identità non è ancora stata resa nota, dovrebbero partecipare all’evento cruciale a Roma. Tuttavia, le loro condizioni di salute potrebbero richiedere una modalità di voto speciale.

Entrambi i porporati, pur essendo presenti a Roma e alloggiando presso la residenza di Santa Marta, potrebbero non essere in grado di recarsi fisicamente nella Cappella Sistina per esprimere la propria preferenza. In questi casi, la costituzione apostolica Universi Dominici Gregis prevede una procedura specifica per garantire la partecipazione al voto anche ai cardinali infermi.

La normativa stabilisce che tre cardinali, con il titolo di Infirmarii, siano incaricati di raccogliere i voti dei confratelli impossibilitati a presenziare. Questi cardinali si recano presso le residenze degli infermi muniti di un’apposita cassetta sigillata, dotata di una fessura attraverso la quale il cardinale malato può inserire la propria scheda elettorale piegata, garantendo così la segretezza del voto.

Questa disposizione sottolinea l’importanza di assicurare la più ampia partecipazione possibile al processo elettivo, contemperando le esigenze di salute dei singoli cardinali con il diritto-dovere di contribuire alla scelta del nuovo Romano Pontefice.

La presenza a Roma, seppur con modalità di voto particolari, del cardinale Puljic e dell’altro porporato evidenzia l’impegno del Collegio Cardinalizio a esercitare pienamente il proprio ruolo in questo momento cruciale per la Chiesa Cattolica.