Obiettivo primario: riconquistare la carica di primo cittadino di Rende. Con tale proposito, l’ex rappresentante nazionale ha inaugurato la propria campagna elettorale, auspicando possibilmente l’affermazione al primo turno. “Insieme per Rende”, “Rende Riformista”, “Rende Avanti”, “Innova Rende”, “Avanti Rende Libera – Partito Socialista Italiano” e “Italia del Meridione” costituiscono un’alleanza composita. Insieme a lui, centoquarantaquattro aspiranti consiglieri distribuiti nelle sei coalizioni a suo sostegno. Il Cinema Garden ha accolto un folto pubblico per l’avvio della corsa elettorale di Sandro Principe a sindaco di Rende.
Dalle note di un celebre cantautore italiano che intonava “Il più grande evento dopo l’origine del tutto”, dalle grafiche rappresentanti le sue liste civiche e da un paio di sequenze video toccanti è stato introdotto. In prima fila sedevano la consorte, Wally, la figlia Carolina e il genero Giuseppe. Dall’altra parte figuravano Franz Caruso (“lo saluto cordialmente”), Orlandino Greco e Giuseppe Aieta.
Evitando strette di mano e abbracci, è apparso inaspettatamente sul palco, accedendo da un ingresso secondario, eludendo così i saluti immediati, rimandati a un momento successivo, acclamato dai sostenitori presenti in sala.
Sandro Principe ha dedicato ampio spazio al benessere collettivo, alla giustizia e all’equità sociale (“Le competenze acquisite devono incentivare la permanenza dei giovani, magari attraverso iniziative imprenditoriali a vocazione sociale”), delineando con precisione la sua agenda programmatica iniziale. “Mi commuove profondamente ritrovare i principi del socialismo umanitario che hanno sostenuto la popolazione nel progresso – ha aggiunto Principe –. Chi è privo di storia non ha nulla da comunicare; noi, al contrario, la ricordiamo affinché diventi una solida base. Per una collettività, questo deve essere il suo ruolo: una piattaforma da cui elevarsi per osservare con maggiore chiarezza l’avvenire”.
Inoltre, ha espresso l’ambizione di una cittadina capace di attrarre anche dall’estero (“I nostri fantasiosi avversari parlano di un distretto tecnologico che a Rende esiste già da quando fondammo il consorzio agricolo”), per poi concentrarsi su svariate altre questioni. In primo luogo, il ripristino dei servizi fondamentali come la cura delle strade, il patrimonio verde e le strutture scolastiche.
Tuttavia, ha lanciato un chiaro orientamento politico: “Rende deve rappresentare il fulcro dell’unione dei comuni, rivolgendo lo sguardo all’area vasta e includendo Montalto. Ci siamo ritrovati fianco a fianco con numerosi cittadini nella battaglia contro la soppressione e tali protagonisti sono presenti in tutte le nostre liste. Noi non abbiamo figure dominanti né manipolatori esterni; ciò che concerne la comunità di Rende sarà deciso nel Palazzo Municipale e non ai piani elevati di edifici distanti cento chilometri”. Il riferimento al governatore regionale e agli uffici centrali situati in altura è inequivocabile.



