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Sovraffollamento carceri in Calabria: la Corte dei Conti lancia l’allarme

La situazione delle carceri in Calabria, pur non essendo critica come in altre regioni italiane, desta seria preoccupazione a causa del persistente sovraffollamento.

Secondo l’ultima relazione della Corte dei Conti su “Infrastrutture e digitalizzazione: Piano Carceri”, negli istituti penitenziari calabresi si contano oltre 250 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare.

Il documento, approvato dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, evidenzia come il problema del sovraffollamento sia diffuso a livello nazionale, toccando livelli di emergenza soprattutto in Lombardia, Puglia, Campania, Lazio, Veneto e Sicilia.

Per quanto riguarda la Calabria, al 31 dicembre 2024, i detenuti presenti erano 2.977 a fronte di una capienza di 2.711 posti, determinando una carenza di 266 posti. Un lieve miglioramento si è registrato al 31 marzo, con un calo di sole 8 unità, portando il totale dei presenti a 2.969.

La Corte dei Conti sottolinea come, a dieci anni dalla conclusione della gestione commissariale per il “Piano Carceri”, molte criticità rimangano irrisolte. Per la Calabria, si attende ancora il completamento di interventi significativi, come quello previsto presso l’Istituto di Reggio Calabria Arghillà, un progetto che risale al 2014 e che, dopo un lungo contenzioso, è nuovamente in fase di avvio.

Le cause dei ritardi e le criticità generali

A livello generale, la magistratura contabile identifica molteplici cause per i ritardi nell’attuazione del Piano Carceri. Tra queste figurano:

  • Inadempienze contrattuali da parte delle imprese appaltatrici.
  • Cambiamenti repentini delle esigenze detentive rispetto alla tempistica dei lavori.
  • Carenze nei finanziamenti necessari per adeguare i progetti.
  • La necessità di applicare il principio dell’individualizzazione della pena, che richiede una corretta collocazione dei detenuti in base alla loro condizione giuridica e alle esigenze di trattamento.

Oltre alla creazione di nuovi posti detentivi, emerge l’urgenza di completare gli interventi di manutenzione straordinaria già avviati, fondamentali per migliorare le condizioni ambientali, igienico-sanitarie e di trattamento all’interno degli istituti.

Le caccomandazioni della Corte dei Conti

Per far fronte a queste problematiche, la Corte dei Conti raccomanda all’amministrazione penitenziaria di:

  • Predisporre fin dall’inizio stime realistiche dei costi.
  • Pianificare efficacemente le risorse.
  • Definire linee guida per le strutture penitenziarie che siano coerenti con gli standard minimi europei e internazionali.

Al nuovo Commissario straordinario, la Corte chiede di tenere conto delle criticità emerse dall’indagine e di assicurare un attento monitoraggio degli interventi, rispettando i cronoprogrammi procedurali e finanziari per evitare ulteriori ritardi e disagi.