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La Sibaritide vola alto: 6 bandiere blu e la nascita di una destinazione turistica unica

La costa ionica cosentina festeggia un risultato straordinario: ben 6 Bandiere Blu riconosciute nello stesso tratto di litorale. Un record forse non solo regionale ma nazionale, e sicuramente un traguardo storico che rappresenta il primo, fondamentale tassello per la costruenda Destination Management Organization (DMO). Oltre 40 amministrazioni comunali stanno lavorando concretamente a questa iniziativa, un fatto senza precedenti nella storia dei nostri territori e dell’intera regione.

Questo importante traguardo è stato sottolineato dal Sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, a conclusione di “Destinazione Sybaris”, il format di confronto territoriale che ha visto la sua quinta e ultima tappa a Cariati, anch’essa Bandiera Blu 2025, ospitata dal Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni (MuMaM).

Coordinati da Lenin Montesanto e Michele Abastante (ideatore della DMC Sibaritide Turismo), gli interventi hanno evidenziato una nuova sensibilità e attenzione verso l’opportunità di organizzare e promuovere unitariamente i servizi di una destinazione turistico-esperienziale. Sindaci come Paolo Pignataro (Terravecchia) e Manuela Labonia (Pietrapaola) hanno ribadito la validità di questo strumento per rafforzare le sinergie e offrire agli ospiti un quadro completo dell’offerta turistica. “Dobbiamo concentrarci sul prodotto territoriale da comunicare e vendere, puntando prima sui contenuti e poi sugli strumenti,” ha scandito la Labonia.

Flavio Stasi ha aggiunto che per dare prospettiva agli sforzi è necessaria la consapevolezza che “qualcosa fino ad oggi, evidentemente, non è andato per come ci si aspettava”. È il momento di fare scelte innovative, abbandonando “luoghi comuni” come l’auto-descriversi retoricamente come “terra d’accoglienza” quando manca un sistema organizzato. Dobbiamo “raccontare storie” e far capire la nostra identità distintiva al viaggiatore, proseguendo in questa direzione “dal basso”, data la mancanza di una visione coerente da parte della Regione Calabria.

Lenin Montesanto ha evidenziato come, soprattutto per la Calabria, parlare di destinazione significhi “mettere in atto una piccola rivoluzione culturale e di mentalità”, superando la “fissazione ideologica del turismo balneare” come unica proposta ricettiva. Il solo turismo balneare, infatti, non incrementa il PIL dei territori.

Costruire una destinazione turistica impone a tutti gli attori di saper intercettare le diverse motivazioni del viaggiatore contemporaneo, che cerca esperienze irripetibili. “Il mercato globale dei turismi è ampio, c’è spazio per tutti. Si può competere e vincere,” ha concluso Montesanto, “ma solo con la propria identità distintiva. Senza oicofobia.”

Assunta Scorpiniti, direttrice del MuMaM, ha elogiato l’iniziativa e proposto di portare lo studio sui Marcatori Identitari Distintivi (MID) nelle scuole, sottolineando la missione del Museo di creare connessioni territoriali e percorsi esperienziali. Anche imprenditori come Luigi Fortino (Antica Gelateria), Pietro Tangari (Pedro’s), Pasquale Abenante (Rum 48) e Valentino Zito (Cantine Zito) hanno contribuito al dibattito, evidenziando l’importanza della competenza, della forza attrattiva dei marcatori identitari agroalimentari e della comunicazione per evitare di essere “narrati dagli altri”. Raffaele Falbo, già sindaco di Melissa, ha infine rimarcato l’importanza di elevare la qualità dei servizi come sostrato qualificante di ogni progetto di destinazione, perché “sono i luoghi che fanno le destinazioni”.