HomeEconomiaEconomia e LavoroLavoro in Calabria: scontro politico sul...

Lavoro in Calabria: scontro politico sul precariato, la Giunta Occhiuto risponde con i numeri

Il tema del lavoro in Calabria resta un’emergenza storica, ma negli ultimi anni si è assistito a un incremento dei posti e all’emersione di nuove opportunità per diverse fasce d’età. Nonostante questi segnali di miglioramento, il dibattito politico è acceso, con l’opposizione che sembra ignorare o minimizzare i progressi.

L’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, ha risposto duramente alle recenti accuse del Partito Democratico calabrese riguardo i tirocinanti e il precariato. Calabrese ha definito le critiche “sconcertanti e strumentali”, ricordando al PD il loro “totale abbandono, promesse mancate e prese in giro” durante le precedenti gestioni regionali e nazionali, che avrebbero creato imbarazzanti bacini di precariato. “Stupisce che si ricordino dei precari solo ora e non quando erano al governo,” ha commentato l’assessore.

Strategie e risultati: la visione del governo regionale

L’assessore ha enfatizzato come l’attuale Governo regionale, sotto la leadership del Presidente Roberto Occhiuto, abbia affrontato la complessa questione del precariato di lungo corso con serietà e impegno. A differenza dell’immobilismo delle passate amministrazioni e dell’inerzia di parte dell’opposizione, la giunta attuale ha scelto la via della regolarizzazione e del rispetto delle norme, cercando soluzioni strutturali anziché assistenzialistiche.

In soli tre anni e mezzo, il Governo regionale di centrodestra ha:

  • Garantito continuità operativa a migliaia di lavoratori precari.
  • Avviato un percorso concreto per le stabilizzazioni, grazie a strumenti normativi specifici (come l’art. 3-quater.1) e al coinvolgimento diretto del Dipartimento della Funzione Pubblica.
  • Predisposto misure mirate per l’inclusione occupazionale, basate su età, esperienze e fabbisogni degli enti.

Calabrese ha inoltre sottolineato l’individuazione di risorse storicizzate nel bilancio statale per la stabilizzazione dei Tirocinanti di Inclusione Sociale e il reperimento di ulteriori 200 milioni di euro grazie alla mediazione della Commissione Europea, sollecitata dal Presidente Occhiuto.

L’assessore ha ribadito che l’attuale amministrazione non ha “messo un’altra pezza minuscola”, ma ha avviato interventi pragmatici per garantire un futuro dignitoso ai circa 4.000 tirocinanti di inclusione sociale, a lungo in condizioni inaccettabili. Ha invitato chi oggi muove accuse a “chiedere scusa ai calabresi” per aver alimentato il precariato con logiche clientelari e inefficaci.

Il Governo regionale continua a lavorare per la stabilizzazione di centinaia di precari di diverse leggi regionali (15, 31, 40, 28, 54) e degli ex lavoratori di Calabria Lavoro, attraverso un dialogo costante e costruttivo con enti utilizzatori e sindacati. I risultati concreti ottenuti sul lavoro e sulla risoluzione del precariato sono una testimonianza dell’impegno profuso per dare dignità a chi è stato a lungo strumentalizzato.