La nostra Calabria è una terra straordinaria, un crocevia di paesaggi mozzafiato che incantano con la loro diversità. Tra le sue gemme più preziose, si cela una riserva esclusiva, un luogo magico dove l’acqua dolce e quella salata si abbracciano, dando vita a un mosaico di habitat di rara bellezza: stiamo parlando della Riserva Naturale Regionale “Foce del Fiume Crati”.
Proprio questa meraviglia calabrese è stata posta sotto i riflettori in occasione del Secondo Forum Nazionale della Biodiversità, svoltosi a Milano tra il 22 e il 25 maggio, e promosso dal National Biodiversity Future Centre (NBFC). Questo centro, istituito nel 2023 con i fondi del PNRR e Next Generation EU, è il primo polo nazionale di ricerca e innovazione interamente dedicato alla biodiversità, e il suo interesse per la nostra regione è un chiaro segnale del valore ecologico che custodiamo.
Il Forum ha riunito scienziati, imprese, istituzioni e cittadini per esplorare come la biodiversità sia la chiave per il nostro futuro, presentando dati concreti e ricerche all’avanguardia. Ampio spazio è stato dato al Second “Report Annuale della Biodiversità – Biodiversità e Innovazione: Strategie per Generare Valore”. Ed è proprio in questo autorevole documento, nella sezione “Caratterizzare e proteggere le riserve integrali”, che la Riserva “Foce del fiume Crati” ha ricevuto un focus speciale.
Il cuore selvaggio del Crati: un ecosistema in piena rinascita
Il Report ha descritto la Riserva del Crati come “un importante ecosistema di transizione lungo la costa del Mediterraneo, dove l’acqua dolce si mescola a quella salata, dando vita a un mosaico di habitat”. Grazie a quasi trent’anni di protezione integrale, questa area sta vivendo un sorprendente processo di rewilding, ovvero un ritorno alla natura selvaggia. Le sue foreste planiziali naturali sono ambienti estremamente dinamici e complessi, dotati di una straordinaria resilienza che permette a alberi, arbusti e liane, inclusa la vite selvatica, di crescere rigogliosamente. In pochi decenni, i processi naturali stanno ricostituendo una vegetazione forestale imponente e articolata, creando un rifugio ideale per innumerevoli specie.
A conferma di questa vitalità, è in corso un importante progetto di monitoraggio sulla presenza del gatto selvatico (Felis silvestris) nell’area protetta. Questa iniziativa nasce da una preziosa collaborazione tra l’Ente Parco e il Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Università della Calabria (UNICAL). Utilizzando la tecnica non invasiva del fototrappolaggio, sono stati già registrati risultati preliminari entusiasmanti: la presenza di almeno quattro esemplari di gatto selvatico all’interno dell’area di studio. Questo felide, spesso considerato una sentinella della salute delle foreste, indica un ecosistema integro e in salute. Le fototrappole hanno inoltre rivelato una significativa presenza di altri mesocarnivori, come la martora (Martes martes) e la faina (Martes foina), riprese in quasi tutte le stazioni di campionamento.
Come sottolineato dal commissario Grillo, “Il progetto di monitoraggio del gatto selvatico conferma l’altissimo valore ecologico del Parco delle Serre [un errore nel testo originale, dovrebbe essere Parco della Foce del Crati o Serre se parte di esse], scrigno di biodiversità tra i più rilevanti del Mediterraneo. In collaborazione con l’UNICAL, rafforziamo il nostro impegno per una tutela attiva, fondata su ricerca scientifica e partecipazione. Le prime evidenze non solo attestano la presenza del felide, ma restituiscono l’immagine di un ecosistema vivo, ricco e integro: un patrimonio da custodire con orgoglio e da trasmettere alle nuove generazioni.”
La Calabria, con la sua inestimabile biodiversità e l’impegno costante nella sua conservazione, si conferma un vero gioiello del Mediterraneo, un luogo dove la natura selvaggia è tutelata e prospera per le generazioni future.



