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Jeans e cosmetici più cari, Harley fuori portata: i dazi USA-UE accendono l’inflazione. Ecco i possibili aumenti

Un’eventuale escalation delle tensioni economiche tra Stati Uniti e Unione Europea, con l’introduzione di dazi incrociati fino al 30%, potrebbe tradursi in una raffica di aumenti per molti beni di origine americana presenti sul mercato europeo.

A lanciare l’allarme è il Codacons, che ha simulato gli effetti diretti sui consumatori in caso di applicazione delle tariffe doganali.

Harley – Davidson: il prezzo si impenna

Tra i prodotti simbolo che rischiano un rincaro pesante c’è la leggendaria Harley-Davidson. Attualmente, il modello base è in vendita in Italia a 15.900 euro, mentre la versione di punta, la Road Glide ST, arriva a 50.600 euro.

Con l’aggravio del 30% e ipotizzando che i produttori riversino interamente il costo sul cliente finale, il prezzo potrebbe impennarsi rispettivamente a 20.670 euro per il modello entry-level e addirittura a 65.780 euro per quello di fascia alta.

Gli altri prodotti soggetti a variazioni

Ma non si tratta solo di motociclette: anche articoli di uso quotidiano sono nel mirino. Un paio di jeans made in USA, oggi venduto mediamente a 120 euro, potrebbe salire a 156 euro, con un aumento secco di 36 euro. A risentirne sarebbero anche gli snack americani, il cui costo medio di 1,50 euro crescerebbe di 45 centesimi, mentre un barattolo di burro d’arachidi da 340 grammi potrebbe arrivare a costare 1,50 euro in più. L’aumento dei listini toccherebbe anche altri prodotti d’importazione statunitense, come cosmetici, cereali e succhi di frutta, facendo sentire l’effetto dei dazi sul carrello della spesa.

Coca Cola e Pepsi salve

Resterebbero invece esclusi dai rincari alcuni beni molto popolari. È il caso di Coca Cola e Pepsi, le cui bottigliette vendute nei supermercati europei sono prodotte localmente e quindi non soggette alle nuove tariffe. Anche gli alcolici americani, come bourbon e whiskey, potrebbero essere risparmiati dalle contromisure, grazie alle pressioni esercitate da alcuni Stati membri dell’UE contrari all’inserimento di queste bevande nella lista dei beni da colpire.

In sintesi, un conflitto commerciale tra le due sponde dell’Atlantico rischia di avere conseguenze concrete per milioni di consumatori europei, alimentando una nuova ondata inflazionistica e rendendo più costosi molti prodotti a stelle e strisce, sia di lusso che di largo consumo.