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Bagni per disabili alla Cittadella Regionale della Calabria riservati ai dirigenti o trasformati in depositi

Una situazione incresciosa e inaccettabile emerge dagli uffici della Cittadella regionale della Calabria, dove i servizi igienici destinati alle persone con disabilità sarebbero stati di fatto sottratti al loro scopo originale.

La denuncia arriva da Gianluca Tedesco, dirigente sindacale del CSA-Cisal, che parla di “violazione dei diritti” e “insulto alla civiltà e alle normative sull’accessibilità”.

Secondo quanto riportato da Tedesco, diversi bagni regolarmente attrezzati e segnalati come accessibili sarebbero stati resi inaccessibili a causa di un uso improprio. In alcuni casi, sarebbero addirittura riservati all’uso esclusivo di dirigenti di settore o Direzioni Generali, con tanto di cartelli ufficiali che ne attestano la destinazione d’uso alterata.

“In un Paese normale – si legge nella nota del sindacato – i bagni destinati alle persone con disabilità dovrebbero servire esclusivamente a loro. Ma nella Cittadella regionale della Calabria, come troppo spesso accade, la normalità viene capovolta.”

La situazione è ancor più grave considerando che, in altri dipartimenti, questi spazi vitali sarebbero stati trasformati in piccoli depositi o archivi, con cartelli artigianali che ne stravolgono completamente la funzione. Tedesco evidenzia anche come, in diverse verifiche, la targhetta con il simbolo internazionale di accessibilità sia stata rimossa o alterata, cancellando ogni riferimento alla reale destinazione d’uso.

Non mancano episodi di vera e propria “appropriazione” degli spazi: alcuni bagni per disabili sarebbero stati personalizzati con mobili d’ufficio, portasapone, porta spazzolino e altri accessori, trasformandoli di fatto in toilette private. In alcuni ambienti, la porta è stata addirittura bloccata dall’esterno con dispositivi manuali, impedendo l’accesso anche in assenza di segnaletica.

“Forse – aggiunge il sindacalista – è giunto il momento che qualcuno rilegga attentamente la Legge 104/1992, soprattutto chi ha sottratto indebitamente questi spazi a chi ne ha effettivo bisogno. I palazzi pubblici non sono feudi personali.”

Di fronte a questa palese violazione, il sindacato CSA-Cisal chiede un’azione immediata e decisa:

  • La rimozione senza indugio di tutti i cartelli abusivi.
  • Il ripristino della piena accessibilità dei servizi igienici destinati alle persone con disabilità.
  • Controlli immediati da parte degli uffici preposti.
  • Un sopralluogo urgente per ristabilire legalità e rispetto dei diritti fondamentali.

“Non possiamo che esprimere la nostra più profonda indignazione – conclude Tedesco –. Questi comportamenti, oltre a essere eticamente inaccettabili, rappresentano un vero e proprio schiaffo ai principi della convivenza civile e violano apertamente le norme in materia di accessibilità e tutela delle persone fragili. È ora che venga restituita dignità e rispetto a spazi pensati per chi ha realmente bisogno.”

Il messaggio finale di Tedesco è chiaro e perentorio: “Un bagno per disabili non è un privilegio da conquistare. È un diritto da rispettare. Sempre.”