Il Mediterraneo, un tempo culla di una biodiversità unica, è oggi teatro di un fenomeno preoccupante: l’espansione sempre più rapida di specie marine aliene.
Un recente articolo de Il Quotidiano Nazionale, a firma di Rita Bartolomei, ha gettato luce su questa “invasione silenziosa” attraverso un’intervista al Professor Francesco Tiralongo dell’Università di Catania, esperto di spicco in questo campo.
Il pesce scorpione in Calabria: un segnale d’allarme
La presenza del pesce scorpione (Pterois miles), un predatore con spine velenose, è stata recentemente segnalata a Palmi, in Calabria, un evento che sottolinea la crescente diffusione di queste specie lungo le coste italiane.
Questa segnalazione, frutto della preziosa collaborazione di Luigi Nizzari al progetto AlienFish, è solo l’ultimo tassello di un puzzle che vede sempre più protagoniste specie “lessepsiane”, ovvero quelle che sono migrate dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez. Tra queste, la triglia del Mar Rosso e il pesce coniglio scuro stanno colonizzando nuove aree, alterando gli equilibri ecologici.
Cause dell’espansione: un mix di fattori ambientali e antropici
Le ragioni di questa rapida diffusione sono molteplici e interconnesse. I cambiamenti climatici e il conseguente riscaldamento delle acque del Mediterraneo creano condizioni più favorevoli per l’insediamento di specie tropicali. A ciò si aggiunge la loro notevole capacità di adattamento a nuovi habitat, che permette loro di competere con le specie autoctone e di prosperare in ambienti inesplorati.
Citizen Science: il ruolo cruciale dei cittadini e del progetto AlienFish
Di fronte a un fenomeno di tale portata, il monitoraggio e la comprensione sono fondamentali. Il Professor Tiralongo ha evidenziato il ruolo chiave della citizen science in questo contesto. Il progetto AlienFish, attivo dal 2012, ne è un esempio lampante: coinvolge attivamente subacquei, pescatori e semplici cittadini nella segnalazione di specie esotiche. Questo approccio partecipativo si rivela un alleato insostituibile per gli scienziati, fornendo dati in tempo reale e su larga scala che sarebbero altrimenti difficili da raccogliere.
I rischi: dalla salute umana agli ecosistemi marini
L’espansione di queste specie aliene non è priva di rischi. Le punture dolorose del pesce scorpione e del pesce coniglio sono un pericolo per bagnanti e pescatori, ma la minaccia più grave è rappresentata da specie come il pesce palla maculato. Questa specie, altamente tossica, è già stata responsabile di casi letali nel Mediterraneo, rendendo essenziale la massima cautela.
Per affrontare queste sfide, iniziative come la campagna “Attenti a quei 4”, promossa da ISPRA e CNR, sono cruciali. Questa campagna è dedicata alle quattro specie ittiche aliene che attualmente richiedono maggiore attenzione nel Mediterraneo.
Il progetto AlienFish ha aderito sin dalla prima edizione, contribuendo attivamente alla sensibilizzazione della popolazione e alla raccolta di segnalazioni, dimostrando l’importanza della collaborazione tra ricerca scientifica e partecipazione civica per proteggere il nostro prezioso ecosistema marino.



