l Golfo di Sant’Eufemia è di nuovo al centro di una crisi ambientale. L’anomala colorazione verde delle acque, causata da un fenomeno di eutrofizzazione intensa, ha sollevato preoccupazioni crescenti tra cittadini e operatori turistici.
L’allarme, che ha già compromesso la balneabilità e l’attrattività turistica del territorio, è stato rilanciato dal consigliere regionale Antonio Lo Schiavo (Sinistra Italiana), presidente del Gruppo Misto in Consiglio regionale.
Lo Schiavo: “Situazione gravissima, servono azioni immediate”
In un’interrogazione rivolta al presidente della Regione Roberto Occhiuto e all’assessore all’Ambiente Maria Stefania Caracciolo, Lo Schiavo ha denunciato l’aggravarsi della situazione, chiedendo la chiusura tecnica del Canalone B, un canale di scolo situato nell’area industriale ex-Sir di Lamezia Terme, indicato come una delle principali fonti dell’inquinamento.
“La situazione – ha dichiarato – configura una vera e propria emergenza ambientale, aggravata da scarichi industriali, agricoli e urbani che convergono nel Canalone B. Serve una misura urgente come la chiusura temporanea e controllata, con barriere mobili, per interrompere il flusso di sostanze inquinanti verso il mare”.
Le richieste alla Regione: protezione civile, tavolo tecnico e bonifica
Nella sua interrogazione, il consigliere Antonio Lo Schiavo ha formulato una serie di richieste precise alla Regione Calabria, sollecitando innanzitutto l’accertamento delle responsabilità nella gestione degli scarichi che avrebbero alimentato l’inquinamento nel Golfo di Sant’Eufemia. Ha poi chiesto di valutare il coinvolgimento della Protezione civile regionale, in considerazione della gravità dell’emergenza ambientale in corso.
Lo Schiavo ha inoltre proposto di attivare un tavolo tecnico urgente, che veda la partecipazione di Arpacal, Capitaneria di Porto, amministrazioni locali e operatori economici del territorio, per coordinare le azioni in modo efficace. Ha infine sollecitato l’affidamento urgente dei lavori di contenimento a enti pubblici o privati dotati di adeguate competenze tecniche, oltre alla pubblicazione di un cronoprogramma trasparente per la bonifica e il risanamento dell’intera area costiera.
Progetti sperimentali con le università per ossigenare il mare
Tra le proposte avanzate, Lo Schiavo suggerisce anche l’attivazione di progetti sperimentali in collaborazione con le università calabresi per contrastare l’eutrofizzazione tramite ossigenazione e miscelazione delle acque costiere. “Il Golfo di Sant’Eufemia – ha concluso – è un patrimonio naturale e turistico che va tutelato con decisione. Ogni ritardo è un danno irreparabile”.



