Di Pierfrancesco Greco
L’Acqua e il suo futuro, che è poi il futuro di tutti noi, sono stati il fulcro della tavola rotonda che si è tenuta ieri pomeriggio a Cerisano; un’iniziativa di importanza apicale, fortemente voluta dal Sindaco di Cerisano, Lucio Di Gioia, che ha costituito un punto di partenza verso una meta ambiziosa: la meta di un ciclo dell’acqua più efficiente, sostenibile, moderno.
Il tardo pomeriggio cerisanese, nel magnifico Palazzo Sersale, è stato arricchito di contenuti rilevanti e originali dalla competenza dei relatori, nello specifico Gerardo Calabria, sindacalista della CISL di Cosenza, Francesco Gatto, Segretario della Filctem CGIL Calabria, Vincenzo Celi, Segretario della Uiltec UIL Calabria, Matteo Lettieri, Segretario Provinciale del PD di Cosenza e Sindaco di Celico, Lucio Di Gioia, Sindaco di Cerisano, Katya Gentile, Consigliere della Regione Calabria – il Senatore Fausto Orsomarso, il cui intervento era in programma, è stato impossibilitato a partecipare, così come Michele Sapia, Segretario Generale della CISL di Cosenza -, nonchè dall’acribia della moderatrice Annamaria Palummo, Presidente dell’Assemblea Regionale della Filctem CGIL, e da alcuni articolati interventi provenienti dal pubblico presente nelle Sale Gemelle del maniero cerisanese.

Il convegno, in particolare, ha inteso declinare, con un approccio dialettico, il ruolo centrale del Servizio Idrico Integrato nella nostra quotidianità, sia da un punto di vista prettamente tecnico sia da un punto di vista squisitamente sociale, partendo dagli elementi costitutivi della Legge Galli (Legge n. 36/94), oggi applicata ancora solo parzialmente in Calabria, e focalizzando l’attenzione sul campo d’azione di Arrical e Sorical e, da qui, sugli elementi di criticità che rendono il Servizio non rispondente alle esigenze della popolazione calabrese: una problematica, annosa e complessa, originata non solo dalla siccità ma da una disomogeneità nella gestione da cui derivano defaillance nell’erogazione, a cui, per giunta, si accompagnano costi esorbitanti per i cittadini, per gli agricoltori, per le aziende.
Promuovendo e organizzando il convegno di ieri pomeriggio, il Comune di Cerisano, il cui territorio occupa una posizione strategica, con le sue tre sorgenti e con il suo Impianto di potabilizzazione (IPOT Cerisano), contestualmente al Servizio Idrico Iintegrato calabrese, si è posto all’avanguardia inerentemente all’analisi di tale problematica; un’analisi che è il primo passo verso quell’opera, lunga, ardua ma possibile, di risoluzione della questione, nel cui ambito i Comuni, sempre all’interno del quadro normativo della Legge Galli del 1994 – attraverso cui si è voluta superare la frammentazione tra le varie realtà locali che fino ad allora connotava e zavorrava il sistema idrico italiano – dovranno appropriarsi del proprio ruolo, delle proprie peculiaritá, delle potenzialità che la legge offre, soprattutto dal punto di vista della funzione di controllo, nel Servizio Idrico Integrato.
Come è emerso ieri, durante i lavori – alcuni relatori lo hanno affermato chiaramente -, il Comune di Cerisano è stato uno dei più solleciti nel mostrare un approccio propositivo sulle questioni legate all’acqua, nonchè il primo, a livello regionale, a organizzare una manifestazione come quella di ieri, in cui, attraverso il confronto tra addetti ai lavori, nella fattispecie sindacalisti, sindaci e politici, si è iniziato a definire un quadro, è il caso di scriverlo, cristallino sulla tematica dell’emergenza idrica, al fine di intraprendere un cammino fattualmente virtuoso, ovvero realmente risolutivo, sia sulla strada di una sempre maggiore garanzia dei diritti per chi lavora nel comparto sia su quella dello sviluppo, della sostenibilità, dell’efficienza, anche di un più avanzato processo di produzione energetica inerentemente a quel grande e salubre processo vitale, per ogni essere umano, che è il ciclo dell’acqua.



