HomeAttualitàLo chiamano via libera, ma è...

Lo chiamano via libera, ma è solo fumo: “Sul ponte una bugia lunga vent’anni”

Alla vigilia della data simbolica del 6 agosto, annunciata dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini come quella del presunto via libera definitivo al progetto del ponte sullo Stretto di Messina, arriva una dura presa di posizione da parte del comitato cittadino messinese “Invece del ponte”, da anni in prima linea contro la realizzazione dell’opera.

“Non è l’inizio dei lavori. È l’inizio della fine di una bugia”, scrivono gli attivisti, che contestano apertamente la narrativa governativa e dei media che parlano di cantieri imminenti.

“Nessun cantiere, solo propaganda”

Secondo il comitato, nessun cantiere verrà aperto mercoledì, né sarà approvato alcun “via libera definitivo” come invece sbandierato da Salvini e da ciò che definiscono i suoi “megafoni locali”. “Chi ha trasformato un progetto fallimentare in una bandiera propagandistica dovrà ora affrontare la realtà dei fatti”, si legge nella nota.

Gli attivisti sottolineano che l’iter per la realizzazione del ponte è tutt’altro che concluso: la Corte dei Conti dovrà ancora esprimersi sulla legittimità amministrativa, tecnica ed economica del progetto, mentre il progetto esecutivo deve ancora essere redatto e approvato, rispondendo a decine di prescrizioni ancora inevase.

Il fronte dei ricorsi e la battaglia legale

Dal 6 agosto, secondo “Invece del ponte”, inizierà invece un’altra fase: quella dei ricorsi legali, che saranno presentati in tutte le sedi competenti, nazionali ed europee“Chi pensa di poter forzare procedure, vincoli, normative e diritti dovrà rispondere davanti a giudici indipendenti”, afferma il comitato, evocando il celebre adagio: “Ci deve essere un giudice a Berlino”.

“Il ponte è un feticcio: non c’è nulla di approvato”

“Chi per anni ha agitato il feticcio del ponte come soluzione miracolosa per il Sud – accusano – dovrà ora fare i conti con i fatti: non esiste alcuna approvazione definitiva, né le condizioni per l’avvio dei lavori“. Anzi, concludono, i prossimi mesi saranno “decisivi per smascherare una narrazione costruita su propaganda, interessi opachi e disprezzo per il territorio”.

Il comitato ribadisce il proprio impegno: “Continueremo a vigilare, informare e resistere. Lo Stretto è un bene comune, non un affare per pochi. Lo Stretto non si tocca”.