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La Chiesa apre a Padre Fedele: “Potrà celebrare”. Un permesso atteso, forse troppo

Il “caso” di Padre Fedele Bisceglia torna a far parlare, questa volta con una notizia che, pur portando un barlume di speranza, si scontra con la cruda realtà. Su “Repubblica”, l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Monsignor Giovanni Checchinato, ha rilasciato una dichiarazione significativa: “Appena ne avrà le forze gli permetterò di celebrare in pubblico.” Una buona notizia, certo, ma che arriva in un momento drammatico per il frate, 87enne, che da giorni sta lottando con tenacia tra la vita e la morte in una camera dell’Inrca di Cosenza.

Padre Fedele, lo ricordiamo, era stato assolto nel 2015 dall’accusa infamante di aver stuprato una suora. L’assoluzione era stata piena e definitiva, un riconoscimento della sua innocenza dopo anni di sofferenza e un processo mediatico estenuante. Eppure, in tutti questi anni successivi, il suo desiderio più grande – quello di tornare a celebrare l’Eucarestia in pubblico – non era stato esaudito. Ci si chiede, forse, se non sarebbe stato più giusto concedergli questa riabilitazione quando ne aveva la forza e la possibilità, permettendogli di esercitare il suo ministero senza ombre, dopo una piena assoluzione giudiziaria.

Intanto, la città di Cosenza si è stretta attorno al suo frate. Ieri, il sindaco Franz Caruso si è recato in visita da Padre Fedele, non solo come primo cittadino, ma anche come amico e come avvocato che in passato ne aveva assunto la difesa. “Sono andato da padre Fedele, da amico e da sindaco, prima ancora che da avvocato che ne assunse la difesa sostenendola con forza perché basata su atti concreti e solidi,” ha sottolineato Franz Caruso. “Tant’è che la giustizia dei tribunali lo ha assolto come uomo, come sacerdote, come il francescano umile e semplice qual è.”

Il sindaco ha espresso sentimenti di affetto e vicinanza profonda, anche a nome della città e di tutti i cosentini, in particolare di quelli più fragili e disagiati, per i quali Padre Fedele ha realizzato opere di solidarietà e sostegno concreto. Queste opere, ha aggiunto Caruso, “rappresentano, a tutti gli effetti, monumenti di civiltà materiale ed immateriale.” Concludendo, il sindaco ha ribadito: “Padre Fedele è amato da tutti. In lui abbiamo sempre riconosciuto un uomo di altissima fede vissuta con sincerità e spontaneità per le strade della città.”

La vicenda di Padre Fedele Bisceglia, dunque, continua a essere un monito sulla complessità della giustizia e sul peso del pregiudizio, ma è anche una testimonianza dell’amore e della gratitudine di una comunità che non ha mai dimenticato il suo “uomo di fede”.