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Stangata per i consumatori su cibo e vacanze. L’inflazione a luglio sale all’1,7%

Secondo i dati Istat di luglio 2025, l’inflazione in Italia è salita all’1,7% su base annua, con un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente.

Questa impennata dei prezzi, in particolare nei settori alimentare e dei trasporti, sta causando preoccupazione tra i consumatori e l’opposizione politica.

L’aumento dei prezzi dei beni e dei servizi si sta riflettendo in modo significativo sulle spese quotidiane e sulle vacanze estive. L’opposizione accusa il governo di non agire, sostenendo che l’inflazione è “fuori controllo” mentre gli stipendi rimangono bloccati.

Costi delle vacanze alle stelle

Le associazioni dei consumatori, come il Codacons e l’Unione nazionale consumatori, denunciano una vera e propria “stangata” sulle vacanze estive. Rispetto all’anno precedente, i rincari più consistenti riguardano:

  • Voli nazionali: +35,9%
  • Traghetti: +10,9%
  • Auto a noleggio: +9,9%
  • Pacchetti vacanza nazionali: +10,3%
  • Case vacanza e strutture ricettive: +6%
  • Stabilimenti balneari e piscine: +3,4%

Secondo il Codacons, l’inflazione all’1,7% si traduce in una spesa aggiuntiva annua di 559 euro per una famiglia media e di 761 euro per una famiglia con due figli.

Rincari nel carrello della spesa

Anche la spesa quotidiana risente dell’inflazione, con un aumento annuo che si attesta tra il 2,8% e il 3,2%. Il presidente di Assoutenti, Massimiliano Dona, sottolinea come i costi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche contribuiscano in modo significativo all’aumento complessivo del costo della vita. Una famiglia con due figli potrebbe spendere 356 euro in più all’anno solo per questi beni.

I maggiori aumenti nel settore alimentare includono:

  • Frutta fresca: +8,8%
  • Pomodori: +12,3%
  • Latticini: +7%
  • Burro: +16,9%
  • Uova: +7,2%
  • Caffè: +23,4%

Le reazioni della politica

La situazione ha scatenato la reazione dell’opposizione, che critica l’inerzia del governo. Esponenti di Italia Viva e dell’Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) sottolineano come l’aumento dei prezzi non sia accompagnato da un incremento degli stipendi, riducendo di fatto il potere d’acquisto delle famiglie. L’Avs ha presentato una proposta di legge per “legare gli stipendi al costo della vita”, mentre il Partito Democratico accusa il governo di non voler affrontare il tema dell’inflazione.