Il “ciuccio per adulti” è la nuova tendenza antistress che arriva dalla Cina e sta conquistando il Brasile e i social media.
Un fenomeno che, sebbene possa sembrare una semplice eccentricità, ha sollevato dibattiti e preoccupazioni tra gli esperti.
La tendenza
Nato come un rimedio contro lo stress e l’ansia, l’uso del ciuccio da parte degli adulti si è diffuso rapidamente, tanto che celebrità come il calciatore Neymar e il cantante Justin Bieber (fotografato nel 2016 a Saint-Tropez) sono stati associati a questa pratica. Alcuni lo usano anche per smettere di fumare, sfruttando la sensazione orale per ridurre la “fissazione orale” tipica dell’astinenza da sigarette.
Il lato psicologico: la “regressione simbolica”
Secondo gli psicologi, l’uso del ciuccio è un esempio di infantilizzazione degli adulti, un meccanismo di autoregolazione di fronte al sovraccarico emotivo. Si tratta di una regressione simbolica, un ritorno all’infanzia dove la suzione rappresenta sicurezza e calma. In situazioni di ansia, stress o in casi di disturbi come l’autismo, il ciuccio può offrire un sollievo temporaneo, riducendo la tensione e favorendo il rilassamento.
I rischi per la salute
Nonostante il potenziale effetto calmante, i dentisti mettono in guardia sui rischi per la salute orale legati all’uso prolungato del ciuccio:
- Morso aperto: Si crea uno spazio tra i denti anteriori, che non combaciano più correttamente.
- Deglutizione infantile: L’alterazione della postura della lingua può compromettere la fonetica.
- Dolore mandibolare: Si possono verificare difficoltà nella masticazione.
- Lesioni e ulcerazioni: La mucosa orale può subire danni.
Inoltre, se usato durante il sonno, non si escludono rischi di soffocamento o difficoltà respiratorie.
Moda, comfort o pericolo?
Il ciuccio per adulti è un riflesso del bisogno di trovare un sollievo immediato in una società frenetica. Tuttavia, gli esperti raccomandano prudenza. Se l’effetto calmante è reale, i potenziali danni non vanno sottovalutati. È sempre preferibile ricorrere a metodi meno invasivi per gestire lo stress, come la meditazione o l’uso di palline antistress, e cercare percorsi di supporto professionali in caso di dipendenze. (fonte tgcom24)



