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Stadio chiuso a San Luca, il vescovo Oliva: “Riapritelo, i giovani non vanno lasciati soli”

San Luca, cuore dell’Aspromonte, lo stadio comunale resta chiuso: manca l’agibilità. Una struttura che per anni ha rappresentato un punto di incontro per giovani, famiglie e associazioni, oggi è inutilizzabile, sottratta alla vita sociale della comunità.

A rompere il silenzio è il vescovo della Diocesi di Locri-Geracemonsignor Francesco Oliva, che si rivolge direttamente alla Terna Commissariale del Comune, chiedendo un intervento urgente e concreto per restituire ai cittadini uno spazio che non è solo sportivo, ma profondamente civico.

“Serve un luogo di legalità, non solo un campo da calcio”

Nel suo appello, Oliva non parla solo di partite o tornei. Usa parole pesanti e precise: “Presidio di aggregazione positiva”“strumento di legalità”“opportunità di crescita sociale”. È chiaro che il problema va ben oltre l’agibilità di un impianto: riguarda la mancanza cronica di spazi di coesione in un territorio che vive una condizione di marginalità e isolamento.

“In assenza di strutture come questa – denuncia il vescovo – vengono meno occasioni fondamentali per favorire attività sportive, eventi culturali e momenti di socializzazione, specie per i più giovani”.

Una generazione a rischio tra emigrazione e devianza

Il tono di Oliva si fa ancora più deciso quando parla dei giovani di San Luca, definiti “a rischio emigrazione e devianza”. L’abbandono delle istituzioni e la mancanza di prospettive concrete alimentano una spirale pericolosa: quella della rassegnazione o, peggio, dell’illegalità.

“La dignità di questa comunità non può essere ignorata o calpestata solo perché mancano le strutture essenziali. Bisogna intervenire subito per riaprire lo stadio in sicurezza”.

Un messaggio chiaro: non si può parlare di lotta alla criminalità o di rilancio del territorio se si ignorano i bisogni primari delle persone, a partire da uno spazio dove stare insieme e costruire relazioni sane.

Una richiesta semplice: agibilità e sicurezza

L’istanza inviata alla Terna Commissariale è una richiesta formale ma ferma: avviare tutti gli accertamenti tecnici e amministrativi necessari per rendere di nuovo fruibile lo stadio comunale. Un passo che, secondo Oliva, è “improrogabile e necessario” per restituire fiducia a chi crede ancora in un futuro possibile dentro i confini di San Luca.

“Lo sport, nei nostri borghi della Locride – conclude – rappresenta una delle poche vere occasioni di riscatto. Non spegniamo anche questa speranza”.