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Tragedia a Vibo: muore Francesco, il bambino schiacciato da una trave al parco urbano

Non ce l’ha fatta il piccolo Francesco, il bambino di appena quattro anni rimasto gravemente ferito venerdì scorso al parco urbano di Vibo Valentia.

Dopo un disperato intervento chirurgico allo Jazzolino e il successivo trasferimento d’urgenza al Bambin Gesù di Roma, dove era stato ricoverato in prognosi riservata, le sue condizioni sono precipitate nelle ultime ore. Questa mattina il suo cuore ha smesso di battere.

L’incidente al parco e le prime ore di terrore

Il dramma si è consumato venerdì sera, quando un tronco in legno si è staccato improvvisamente da una delle strutture dell’area fitness del parco, schiacciando il bambino che stava giocando poco distante dai genitori. I soccorsi sono stati immediati: trasportato d’urgenza allo Jazzolino di Vibo, i medici hanno tentato l’impossibile per salvargli la vita con un delicato intervento chirurgico.

Dopo alcune ore di relativa stabilità, era stato predisposto il trasferimento con un volo militare al Bambin Gesù, dove il piccolo è rimasto per giorni sotto sedazione. Nonostante un iniziale cauto ottimismo, il quadro clinico è peggiorato nella notte. La notizia della morte ha gettato nello sconforto un’intera comunità che in questi giorni si era stretta attorno alla famiglia.

Le domande senza risposta

La tragedia ha sollevato interrogativi pesanti, che scuotono la comunità vibonese. Perché l’area era accessibile ai cittadini se i lavori non erano ancora completati? Perché non era stata predisposta un’adeguata segnaletica di cantiere? Alcuni cittadini sottolineano come la cartellonistica che vietava l’uso dell’area ai minori di 18 anni non possa costituire una reale misura di sicurezza: “Non tutti i bambini sanno leggere – commentano – e in ogni caso l’area non era recintata né protetta”.

Intanto l’area interna al parco urbano dove si è consumata la tragedia è stata chiusa per consentire tutte le verifiche e sarà ora compito della magistratura ricostruire ogni passaggio, individuare eventuali responsabilità e rispondere alle domande di una città che chiede verità e giustizia.