L’Aula Magna dell’Università della Calabria ha ospitato l’inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026, l’ultima sotto la guida del rettore Nicola Leone.
Nel suo discorso, Leone ha tracciato un bilancio del suo mandato, evidenziando una crescita costante che ha invertito una tendenza negativa di lunga data.
“Guardando i dati sono rimasto colpito positivamente. Dopo dodici anni di costante perdita di iscrizioni, oggi registriamo un più 26% rispetto all’inizio del mandato” ha affermato il rettore. Questo risultato, ha spiegato, è stato ottenuto riducendo la migrazione studentesca e rendendo l’Unical più attrattiva.
Sanità e futuro: il ruolo chiave dell’Unical
Il fulcro del discorso del rettore uscente è stato dedicato al grande progetto avviato dall’Unical in ambito sanitario, che sta “correndo veloce”. Leone ha sottolineato che ci sono già 76 medici universitari che lavorano nelle corsie dell’ospedale e che, a breve, partiranno undici scuole di specializzazione che a regime porteranno circa 200 specializzandi negli ospedali calabresi.
L’investimento si è tradotto in servizi concreti per i cittadini, con l’introduzione di tecnologie avanzatissime come il robot chirurgico Da Vinci e il robot per la neurochirurgia. Il solo robot Da Vinci ha permesso di operare 451 pazienti, salvandoli dai cosiddetti “viaggi della speranza”. Questo, ha concluso Leone, è per lui “motivo di grande orgoglio”.
Guardando al futuro, il rettore ha annunciato che è stato messo a disposizione un terreno nei pressi dell’università per la realizzazione del nuovo Policlinico. Per fare ciò è stato necessario spostare il progetto della Cittadella dello Sport, ma il rettore ritiene che sia stata una scelta vincente. “Avere il Policlinico vicino all’Ateneo potrà favorire l’interazione nelle due direzioni, didattica e ricerca da un lato, assistenza sanitaria dall’altro. Sarà una grande opportunità per tutta la regione”.
Ritorno di un’eccellenza: la lectio magistralis del prof Attanasio
La giornata inaugurale si è conclusa con la lectio magistralis del professor Orazio Attanasio, “un’altra eccellenza di ritorno”. Attanasio, che ha studiato a Bologna e lavorato a Londra e negli Stati Uniti, ha spiegato la sua decisione di tornare in Calabria. “Ho deciso di tornare perché è giusto tornare a casa, sono contento di venire in Calabria, sono calabrese e ho lavorato sempre fuori… e penso sia importante tornare per cercare di costruire qualcosa qui”.
A convincerlo è stato anche l’ambizioso progetto avviato dall’Unical. “Un progetto di ricerca molto interessante con un gruppo di ricercatori calabresi che mi sembrano estremamente competenti e capaci, e poi c’è la l’idea di costruire qualcosa di nuovo in terra di Calabria,” ha concluso il professore.



