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Torano Castello, “Il Comune sospende il trasporto sociale, i disabili devono emigrare?” 

Il gruppo Cambia Torano, guidato da Alfonso Marturano, esprime preoccupazione per le scelte dell’amministrazione comunale e si fa portavoce di un grido di allarme di un padre: “Mio figlio non può più andare a scuola. Siamo disperati, senza il trasporto sociale, resta chiuso in casa”. Come lui, decine di famiglie di Torano Castello “si sono viste recapitare la notizia che il Comune ha sospeso il servizio di trasporto sociale per i disabili. Una scelta che pesa come un macigno sulla vita quotidiana delle persone più vulnerabili: bambini e ragazzi che non possono frequentare la scuola, adulti che non riescono a raggiungere i centri di riabilitazione, anziani non autosufficienti condannati all’isolamento”, fanno sapere dal gruppo.

“Si tratta di un’interruzione di pubblico servizio che offende diritti fondamentali della persona. Il trasporto sociale, infatti, non è un “servizio accessorio” ma un diritto riconosciuto dall’art. 3 della Costituzione italiana, dalla Legge 104/1992 e dalla Legge 328/2000, che obbligano le istituzioni a garantire pari opportunità e inclusione sociale. La sospensione appare in contrasto anche con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con Legge 18/2009, che all’art. 20 sancisce il diritto alla mobilità personale in condizioni di indipendenza e dignità”.

Ma “il danno più grave riguarda i minori: il d. lgs. 66/2017, che disciplina la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, prevede espressamente, all’art. 8, che Comuni, Province e Città metropolitane possano stipulare convenzioni e accordi di programma per garantire i servizi di supporto all’autonomia e alla comunicazione, compreso il trasporto scolastico. Non un optional, dunque, ma un preciso dovere istituzionale. Senza trasporto, il diritto all’istruzione rischia di trasformarsi in carta straccia”, rilanciano dalle opposizioni.

“Se non viene ripristinato il servizio di trasporto, mio figlio non potrà seguire le lezioni, è come se ci avessero tagliato fuori dalla società”, denuncia un altro papà. La decisione dell’amministrazione viene motivata con la mancanza di personale, la scelta di non sopperire a tale mancanza stipulando una convenzione con una società di trasporto per garantire comunque il servizio costituisce un risparmio per l’Ente che scarica il costo sociale sulle famiglie.

“Non si tratta dell’elemosina di un pullmino, quello che si chiede è il rispetto della legge e della dignità delle persone. Intanto, nel silenzio della politica locale, restano i volti dei ragazzi costretti a restare a casa, degli anziani isolati, delle famiglie abbandonate. In un Paese che si proclama civile, non garantire il trasporto sociale ai disabili non è solo una scelta ingiusta: è una vergogna.

Il gruppo Cambia Torano, nell’esprimere solidarietà ai cittadini colpiti da una tale nefandezza, chiede l’immediato ripristino del servizio per consentire a bambini e ragazzi privi di mezzi alternativi al trasporto sociale di poter frequentare la scuola”.