“Un’operazione di particolare rilievo“. Così il procuratore capo Giuseppe Borrelli ha presentato Res Tauro, il blitz del Ros che — secondo gli inquirenti — documenta la rivitalizzazione della cosca Piromalli dopo la scarcerazione del presunto capo Pino “Facciazza” Piromalli (80 anni).
Eseguite 26 misure tra Reggio Calabria e altre province; nel mirino associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio/autoriciclaggio, armi, turbata libertà degli incanti, trasferimento fraudolento di valori, aggravati dal metodo mafioso. Valgono presunzione d’innocenza e garanzie difensive.
Le parole del procuratore
“L’attività di indagine è partita nel 2020 e si è sviluppata nel 2021, subito dopo la scarcerazione di Piromalli… abbiamo documentato la rivitalizzazione della cosca dopo il rientro in libertà del suo capo carismatico“, ha detto Borrelli in conferenza stampa.
“Abbiamo ricostruito la struttura di comando: al vertice Pino Piromalli, coadiuvato dai fratelli Gioacchino e Antonio, cui è contestata la direzione strategico-operativa della cosca e delle attività delittuose”.
L’allarme di Musolino: “Mollezza tessuto sociale Gioia Tauro”
Durissime le parole del magistrato della Dda di Reggio Calabria, Stefano Musolino, nel commentare gli esiti dell’operazione: “L’inchiesta Res Tauro dimostra la particolare mollezza, la permeabilità del tessuto sociale e imprenditoriale di Gioia Tauro.
Una volta scarcerato, Piromalli, come dice lui stesso in un’intercettazione, ha indossato “il manto del lupo” e “per indossarlo ci vogliono tanti agnelli”. Sarebbe bene che tutti prendessero atto di questa mollezza: io, da cittadino, sarei preoccupato”.
Piromalli era il padrone di Gioia Tauro
“Pino Piromalli, uscendo dal carcere, ha dimostrato di non essere un tranquillo vecchietto che passa il tempo alla coltivazione dell’orto di casa, ma un capo ‘ndrangheta ancora in servizio”, ha aggiunto il Procuratore aggiunto della Dda, Stefano Musolino, intervenendo alla conferenza stampa svoltasi al comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria.
“Nella nostra impostazione accusatoria – ha proseguito Musolino, riconosciuta dal Gip – Piromalli è diventato quello che ha sempre detto, il padrone di Gioia Tauro. Tutto ciò reso possibile grazie ad una particolare mollezza del tessuto sociale di Gioia Tauro, su cui si prenda consapevolezza, che non si vedeva l’ora che Pino Piromalli tornasse a comandare”.
Stefano Musolino, ancora, ha sottolineato “il comunicato stampa emesso dal comune di Gioia Tauro, un comunicato stampa anodino, prudente magari, sperando che ne facciano un altro, dopo avere letto quanto emerge da questa indagine, al di là della rilevanza penale dei fatti. Le indagini confermano comunque l’esistenza di varie ‘ndrine all’interno del territorio di Gioia Tauro, spesso in contrasto, su cui comunque i Piromalli esercitano ancora un potere in grado di mediare gli interessi criminali”
Molinese: “Mai abbassata guardia sui Piromalli”
“L’operazione conclusa la scorsa notte dal Ros, dal gruppo Cacciatori di Calabria e dai reparti territoriali dell’Arma contro la cosca Piromalli, si è conclusa senza nessuna fuga degli indagati”. Lo ha riferito in conferenza stampa il comandante del Ros, il generale Vincenzo Molinese.
“Non abbiamo mai abbassato la guardia su Piromalli – ha detto – subito dopo la sua scarcerazione, utilizzando strumenti di vigilanza attorno alla sua abitazione, pedinamenti, controlli mirati, che hanno permesso di verificare come Pino Piromalli avesse ripreso, sin da subito, il controllo della sua cosca con i mezzi tipici della mafia, esercitando la violenza privata anche nei confronti di chi volesse vendere o comprare immobili a Gioia Tauro, sottoponendosi al pagamento di una percentuale del valore degli immobili da versare agli emissari della cosca.
E’ quanto fosse il suo potere di condizionamento, lo dimostra persino la richiesta dello spostamento della classe di una scuola di Gioia Tauro, frequentata da una nipote di Piromalli, ubicata nella periferia della città, in un locale più prossimo al centro storico. Infine – ha concluso Molinese – si contano alcuni episodi estorsivi, eseguiti dalla cosca Piromalli, eseguite con particolare veemenza, e senza diritto di replica”.



