Bentornati al nostro consueto appuntamento del martedì con una ricetta speciale. Oggi, per la rubrica “Un Morso al Sapore”, vi porto in un viaggio culinario nella Presila calabrese, alla scoperta di un piatto antico e ricco di storia: la Cuccìa.
Questo piatto, simbolo della tradizione gastronomica locale, è legato a due eventi molto sentiti nel mese di settembre: la festa di San Francesco a Spezzano della Sila e la festa della Pecorella a Pedace.
In queste occasioni, la Cuccìa diventa la protagonista indiscussa delle tavole, un piatto che unisce le famiglie e che si tramanda di generazione in generazione, da nonna a nipote.
Gli Ingredienti e la Preparazione
La Cuccìa è un piatto incredibilmente semplice, ma dal sapore unico. La sua base è il grano, che viene preparato con cura nei giorni precedenti alla cottura. Il grano, dopo essere stato ammorbidito, deve cuocere per almeno quattro ore.
La cottura tradizionale avviene nei tinelli, grandi pentoloni che un tempo venivano messi sul focolare o nel forno a legna. Questa lunga preparazione è fondamentale perché è proprio nella seconda e definitiva cottura, insieme alla carne, che il grano assorbe tutti gli aromi e i sapori, diventando un piatto succulento e avvolgente.
Il tocco finale, quello che rende la Cuccìa un’esperienza di gusto indimenticabile, è l’aggiunta della carne. Gli abbinamenti variano di famiglia in famiglia e di paese in paese, ma i più classici sono la carne di maiale o la carne di capra.
Se si sceglie il maiale, si usano spesso le costine, ma anche la carne del capocollo o quella del prosciutto, con un po’ di grasso, si sposano perfettamente con il grano. Ogni famiglia ha la sua ricetta segreta, tramandata con orgoglio, che fa sì che ogni Cuccìa sia unica, pur mantenendo salde le radici della tradizione.
Se avrete l’occasione di visitare la Presila durante il periodo delle feste autunnali, vi consiglio vivamente di assaggiare questo piatto. È una vera delizia, un sapore che evoca ricordi e che sa di casa. E se deciderete di provarla, magari in una delle tante sagre locali, non dimenticate di farmi sapere cosa ne pensate!
Il gastronomo con il baffo Piero Cantore



