Piazza Duomo a Reggio Calabria è stata il palcoscenico della chiusura della campagna elettorale di Pasquale Tridico, candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra, sostenuto da una coalizione di sei liste: Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Democratici Progressisti, Casa Riformista e Tridico Presidente.
Davanti a una piazza “calda”, Tridico ha ripercorso i giorni della sua campagna elettorale, un viaggio attraverso la “Calabria reale” fatto di incontri, volti e storie raccolte “girando ogni angolo della regione”. Il candidato ha dipinto un quadro drammatico delle difficoltà quotidiane, denunciando le condizioni di lavoro indegne e la massiccia emigrazione giovanile.
«Ho visto donne che lavorano per tre euro l’ora, uomini che a sessant’anni fanno dieci ore al giorno per cinque euro», ha affermato Tridico. «Ho incontrato famiglie che non vogliono più far partire i loro figli perché la Calabria non offre prospettive. In quattro anni metà dei giovani è andata via, e il 65% erano laureati. Questa è la cifra della nostra sconfitta».
Al centro del suo attacco la gestione della sanità regionale, definita un “fallimento” sistemico. Tridico ha puntato il dito contro le lunghe attese negli ospedali, le ambulanze ferme e l’assenza di soccorso tempestivo, citando casi in cui «persone [sono] morte aspettando un’ambulanza». Ha inoltre criticato i «quattro anni persi senza costruire nemmeno le case di comunità previste dai fondi del 2021».
Per ribaltare questa situazione, il programma di Tridico si concentra sulla creazione di opportunità concrete. I punti salienti includono:
- La creazione di quattro poli tecnologici regionali per innovazione, formazione e sviluppo delle competenze, connettendo università, centri di ricerca e imprese.
- Un piano per far rientrare medici e infermieri calabresi con incentivi economici e alloggi.
- L’impiego di 3.000 operatori culturali per riaprire biblioteche e musei, valorizzando il patrimonio artistico e rafforzando il turismo.
- L’introduzione di un “reddito di dignità” per chi rimane senza lavoro o escluso dalle misure statali, collegato a progetti di inclusione e assistenza sociale.
La coalizione ha voluto dare un segnale di unità, con la presenza a Reggio Calabria dei segretari dei partiti che lo sostengono: Maurizio Acerbo, Davide Faraone, Ferdinando Pignataro, Nicola Irto e l’ex premier Giuseppe Conte.
Conte: «Occhiuto gioca d’anticipo»
Giuseppe Conte ha preso la parola per sostenere Tridico e criticare la decisione del presidente uscente di anticipare il voto. Secondo Conte, Roberto Occhiuto «con una furbata contro la democrazia» ha chiesto un plebiscito in difficoltà a causa delle «inchieste in corso». Conte ha accusato Occhiuto di aver «giocato d’anticipo» e di non aver agito con trasparenza non chiarendo in modo pubblico le contestazioni mossegli durante l’interrogatorio, definendo questo comportamento una violazione del «principio di responsabilità, di etica pubblica».
Conte ha ribadito l’importanza della candidatura di Tridico, definito una persona «competente, seria», e della vasta coalizione costruita in poco tempo. Ha contrapposto il piano di Tridico, basato sui poli tecnologici e sulla crescita produttiva, a una politica che, a suo dire, si riduce a «assistenzialismo e… clientelismo».
Il candidato ha concluso il suo comizio con un appello: «Questa non è una battaglia personale, è la battaglia di tutti i calabresi. Il 7 ottobre possiamo cambiare la Calabria, creare lavoro, riportare i giovani e restituire dignità alla nostra terra». Tridico ha infine sottolineato l’impegno della coalizione sui diritti umani e la solidarietà, dichiarando vicinanza ai giovani che manifestano per la Palestina e agli operatori umanitari.



