Il fenomeno dello spopolamento che minaccia circa cinquemila degli ottomila Comuni italiani, mettendo a rischio un quarto della popolazione nazionale residente nelle aree periferiche, trova in due borghi, apparentemente distanti, un esempio di strenua resistenza e rinascita: Castel del Giudice in Molise e Badolato in Calabria.
A sottolineare l’importanza delle loro esperienze e a incoraggiare una reazione collettiva alla desertificazione dei territori interni, l’associazione culturale informale “Università delle Generazioni” ha istituito due distinti riconoscimenti, tra cui il “Premio Badolato di Calabria contro lo spopolamento”.
Il modello di rinascita di Castel del Giudice
Il Comune molisano di Castel del Giudice, situato al confine con l’Abruzzo, era, qualche decennio fa, uno dei tanti borghi destinati a uno “spegnimento anticipato” secondo le proiezioni demografiche. La svolta è arrivata con l’amministrazione del sindaco-paladino Lino Gentile, commercialista di professione. Grazie alla sua visione e al suo impegno, il paese è oggi un modello di rigenerazione urbana e sociale, oggetto di studio e imitazione a livello nazionale.
La sua azione ha saputo trasformare le criticità in un vero e proprio laboratorio di innovazione sociale ed economica. Il modello di Castel del Giudice si è basato su:
- Il recupero del patrimonio edilizio.
- La nascita di filiere agricole sostenibili.
- Progetti di accoglienza.
- Pratiche di welfare di comunità.
Per questi meriti, il sindaco Lino Gentile ha ricevuto la prima edizione del “Premio Badolato di Calabria contro lo spopolamento”. La cerimonia si è tenuta sabato mattina 11 ottobre 2025, durante un convegno dedicato alla salvezza delle aree interne. Il riconoscimento, consegnato direttamente da Domenico Lanciano (autore della storica vicenda “Badolato paese in vendita”), era accompagnato da una tina di rame, simbolo di comunità, dell’artista Filippo Catolino e un poster panoramico di Badolato.
La motivazione ufficiale del premio riconosce al Comune molisano il merito di:
“Per aver saputo trasformare le criticità dello spopolamento, grazie all’impegno congiunto dell’Amministrazione, della Comunità e con il coinvolgimento degli imprenditori affettivi, in un laboratorio di innovazione sociale ed economica, che (attraverso il recupero del patrimonio edilizio, la nascita di filiere agricole sostenibili, i progetti di accoglienza e le pratiche di welfare di comunità) ha fatto di Castel del Giudice un modello di rigenerazione per i piccoli comuni, capace altresì di indicare nuove strade per contrastare lo spopolamento e restituire futuro alle aree interne.”
Il precedente storico di Badolato
L’iniziativa del premio nasce proprio da Badolato, sulla costa jonica catanzarese, che già nel lontano 1986 ha vissuto una drammatica crisi edilizia e demografica. In quell’anno, Badolato tentò di salvarsi dallo sgretolamento con la provocatoria e fortunata vicenda del “paese in vendita”. L’azione, ideata da Domenico Lanciano, ottenne un clamore internazionale che portò a una significativa rivitalizzazione urbana e rurale del borgo calabrese.
Il problema dello spopolamento non è solo italiano, ma si estende a livello europeo e mondiale, là dove industrializzazione e globalizzazione hanno lasciato vaste aree abbandonate. Per questo motivo, i riconoscimenti istituiti, che includono anche il “Premio Agnone del Molise contro lo spopolamento” (assegnato il 7 ottobre alla Caritas della Diocesi di Trivento), mirano a mantenere alta l’attenzione e a spronare cittadini e sindaci a lottare per la salvaguardia delle proprie comunità e dei millenari ecosistemi.



