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Salvini annuncia la riforma del Codice di navigazione per indennizzare i balneari, scontro aperto con l’UE

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha sollevato un nuovo fronte di tensione con l’Unione Europea, annunciando alla Fiera InOut di Rimini l’intenzione del governo di modificare l’articolo 49 del Codice della Navigazione.

L’obiettivo è garantire indennizzi ai gestori degli stabilimenti balneari che dovessero perdere le loro concessioni a seguito delle gare imposte dalla direttiva Bolkestein.

La sfida all’Unione Europea

La mossa del governo arriva in aperta sfida alle recenti indicazioni della Commissione Europea. Lo scorso 7 ottobre, Bruxelles ha inviato una nuova missiva all’Italia, ribadendo che gli indennizzi devono rimanere strettamente limitati ai soli investimenti non ammortizzati e, soprattutto, non devono costituire un onere eccessivo tale da scoraggiare la partecipazione di nuovi operatori ai bandi di gara.

Nonostante l’opposizione europea, Salvini ha mostrato determinazione, invitando gli enti locali a sospendere l’emanazione di nuovi bandi in attesa della normativa. Il governo punta ad approvare la riforma entro la fine dell’anno, pur essendo consapevole che questa scelta aprirà con molta probabilità un nuovo contenzioso di fronte alla Corte di Giustizia Europea.

Il sostegno delle Regioni e l’importanza del settore

La posizione del governo trova pieno appoggio in alcune realtà locali, come dimostrato dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che ha espresso sostegno alla linea di Salvini. De Pascale ha definito inaccettabile non prevedere un congruo indennizzo per i gestori storici degli stabilimenti balneari italiani.

Il settore balneare rappresenta infatti una colonna portante dell’economia turistica nazionale. Con 100 milioni di turisti e 10 miliardi di euro di ricchezza generata, contribuisce per il 39,2% delle presenze turistiche totali, l’11% del PIL nazionale e il 13% dell’occupazione del Paese. La tutela e la stabilità di questo comparto sono, per il governo, prioritarie.