Con la Legge di Bilancio 2026, il governo Meloni introduce un adeguamento graduale dell’età pensionabile, segnando l’inizio di una nuova fase per il sistema previdenziale italiano.
La scelta è un compromesso tra la sostenibilità dei conti pubblici e la tutela dei lavoratori, evitando strappi alla Legge Fornero ma non bloccando del tutto gli automatismi legati all’aumento della speranza di vita.
L’aumento graduale dell’età di vecchiaia
L’innalzamento dell’età per la pensione di vecchiaia – oggi fissata a 67 anni – sarà “morbido” ma progressivo:
- Dal 2027, l’età salirà a 67 anni e 1 mese.
- Nel 2028, l’età crescerà ulteriormente, arrivando a 67 anni e 3 mesi.
- Si stima un probabile aumento a 67 anni e 5 mesi nel 2029.
Questa decisione arriva in seguito alla ripresa della speranza di vita degli italiani, tornata a crescere (oggi a circa 84,1 anni, il valore più alto in Europa con la Svezia, dati Eurostat 2024), che fa scattare il meccanismo di aggiornamento automatico introdotto dalla Legge Fornero del 2011.
Italia in controtendenza e previsioni future
Mentre Paesi come la Francia hanno sospeso riforme per mantenere l’uscita a 62 anni, l’Italia si prepara a superare definitivamente la soglia dei 67 anni. Secondo le proiezioni della Ragioneria Generale dello Stato, il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia salirà a:
- 68 anni e 11 mesi nel 2050.
- 70 anni nel 2067.
Adeguamento pensione anticipata e salvaguardie
Contestualmente all’età di vecchiaia, cresceranno anche i requisiti per la pensione anticipata:
| Anno | Uomini (Anni di Contributi) | Donne (Anni di Contributi) |
| 2027 | 42 anni e 11 mesi | 41 anni e 11 mesi |
| 2028 | 43 anni e 1 mese | 42 anni e 1 mese |
Chi si salva:
Restano esclusi da questi aumenti i lavoratori che svolgono lavori gravosi o usuranti, come operai, infermieri e ostetriche su turni, maestri d’asilo, addetti alle pulizie, facchini e conducenti di mezzi pubblici. Per queste categorie, l’età di pensione potrà rimanere a 67 anni.
Piccoli ritocchi alle pensioni minime e altre misure
La Manovra 2026 prevede un lieve aumento per le pensioni minime. Dal 1° gennaio 2026, chi ha più di 70 anni o si trova in condizioni di grave disabilità riceverà un incremento complessivo di 20 euro nominali al mese. Per tutti i pensionati al minimo (circa 2,3 milioni), l’importo salirà da 616,67 euro a 620,41 euro mensili, grazie alla rivalutazione Istat e alla maggiorazione straordinaria per l’inflazione.
Conferme e addii:
- Prorogata l’Ape Sociale, l’assegno ponte per disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi civili e lavoratori gravosi.
- Non rinnovate, per mancanza di risorse, Quota 103 e Opzione Donna.
- Confermato il bonus Giorgetti, che incentiva chi decide di rimanere al lavoro pur avendo maturato i requisiti, con un aumento della retribuzione di circa il 10% grazie alla riduzione dei contributi INPS.
La nuova Manovra sulle pensioni è un passo prudente che, pur ammortizzando l’impatto, conferma il percorso tracciato dalla Legge Fornero, spingendo milioni di italiani a riconsiderare i propri piani futuri.



