L’Istituto superiore di sanità (ISS) lancia l’allarme sui dati relativi al morbillo in Italia per l’anno 2025, con un totale di 459 casi registrati dall’inizio dell’anno. Solo nel mese di settembre, sono stati notificati 27 nuovi contagi.
I dati del monitoraggio evidenziano la gravità della situazione: quasi un terzo dei contagiati (30,9%) ha sviluppato almeno una complicanza. Questo sottolinea la potenziale pericolosità della malattia, smentendo la percezione che possa trattarsi di un disturbo lieve.
Distribuzione geografica e casi importati
L’epidemia mostra una marcata concentrazione geografica. La maggior parte dei casi totali, ben il 65,1%, è infatti circoscritta a sole cinque regioni: Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia.
A livello regionale, l’incidenza più alta si registra in Calabria, con un dato allarmante di 32,7 casi per milione di abitanti. Seguono, sebbene a distanza, Marche, la Provincia autonoma di Bolzano, Lazio e Sicilia.
Un aspetto rilevante del contagio è la sua origine: il 15,3% dei casi risulta essere importato dall’estero. Inoltre, 26 casi sono direttamente riconducibili a contagi derivanti da questi casi di importazione, evidenziando il ruolo della mobilità internazionale nella diffusione del virus.
Fasce d’età colpite: allarme per i più piccoli
L’analisi dell’età mediana dei contagiati, pari a 31 anni, suggerisce che il morbillo stia circolando prevalentemente tra la popolazione adulta. La fascia d’età 15-39 anni rappresenta la porzione più ampia dei casi (50,3%), seguita dagli over 40 anni (25,8%).
Tuttavia, il dato più critico riguarda l’incidenza tra i bambini in età prescolare. L’incidenza maggiore in assoluto si registra infatti nella fascia 0-4 anni, con 55,2 casi per milione. All’interno di questo gruppo, si contano 22 casi in bambini sotto l’anno di età, con un’incidenza di 59,1 casi per milione, che evidenzia come i neonati, i più vulnerabili, siano tra i soggetti maggiormente a rischio.
La vaccinazione resta l’unica arma efficace
Di fronte a questa emergenza, l’ISS ribadisce con forza che la vaccinazione rimane l’unico strumento efficace e sicuro per proteggere sé stessi e l’intera comunità dal morbillo e prevenire le sue potenzialmente gravi complicanze.



