Dura presa di posizione di Orlandino Greco, sindaco di Castrolibero, in merito alla recente decisione della Corte dei Conti di negare il visto di legittimità alla delibera CIPE sul Ponte sullo Stretto.
Con un intervento che non ammette repliche, Greco ha criticato apertamente il ruolo della magistratura contabile, ribadendo la centralità e la necessità strategica dell’opera per il rilancio del Mezzogiorno.
“La Corte dei Conti non è il Vangelo!”, esordisce Orlandino Greco, puntando il dito contro un’azione percepita come un freno burocratico al progresso. “Il Sud non può restare ostaggio della burocrazia. Ogni freno imposto al progresso è un passo indietro per l’Italia intera”, ha sottolineato con forza, evidenziando come l’immobilismo nel Meridione si ripercuota negativamente sull’intero sistema Paese.
Il Ponte sullo Stretto, secondo Greco, trascende la mera infrastruttura: “non è solo cemento e acciaio: è un segno di fiducia, di riscatto, di futuro; è una visione, è dignità per un territorio che ha già pagato abbastanza immobilismo”. L’opera viene così elevata a simbolo di un potenziale non ancora espresso, l’idea che il Sud possa essere finalmente e pienamente integrato.
“È l’idea che il Sud possa finalmente essere collegato, non solo geograficamente, ma economicamente e socialmente, al resto del Paese e dell’Europa”, spiega il sindaco, definendo il Ponte come un “grande attrattore internazionale” e un “volano di sviluppo”. Non solo, ma il progetto rappresenterebbe “una delle più importanti sfide tecnologiche del nostro tempo: un simbolo di modernità e capacità italiana nel mondo”.
La bocciatura della Corte dei Conti viene interpretata come l’ennesimo scontro tra politica e giurisdizione: “Siamo di fronte nuovamente a un’invasione senza mezzi termini della giurisdizione sulle scelte del Governo”. Un’azione che, per Greco, non potrà comunque fermare la volontà di realizzazione: “I burocrati possono rallentare, ma non fermeranno il cammino di chi crede nel cambiamento e nell’abbattimento dei divari”.



