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Gimbe lancia l’allarme: “La legge di bilancio 2026 mette a rischio la sanità pubblica”

La Fondazione Gimbe getta un’ombra scura sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in Italia.

Ascoltata in Senato sulla legge di bilancio 2026, la fondazione ha sollevato forti critiche, definendo il disegno di legge “molto lontano dalle necessità” del sistema sanitario.

Il presidente, Nino Cartabellotta, ha espresso preoccupazione per l’insufficienza delle risorse stanziate, che a suo dire non basterebbero a coprire le misure previste e tralasciano “priorità cruciali per garantire la tenuta della sanità pubblica”.

Aumento apparente dei fondi e rischio “minimo storico” di spesa

Secondo l’analisi di Gimbe, l’incremento di 6,6 miliardi di euro previsto per il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) nel 2026 è in gran parte illusorio. La maggior parte di questi fondi, infatti, deriverebbe da stanziamenti precedenti, già destinati alla copertura dei contratti del personale sanitario.

La vera nota dolente, evidenzia Cartabellotta, risiede nella percentuale del Pil destinata alla sanità. Dopo un modesto aumento nel 2026, questa percentuale è destinata a scendere progressivamente nel 2027 e nel 2028, raggiungendo un preoccupante minimo storico del 5,93%, una soglia considerata critica per la sostenibilità del sistema.

Regioni a rischio tagli e l’appello alle riforme strutturali

L’allarme di Gimbe si estende alle Regioni, che, per mantenere gli standard di spesa imposti dal Governo, si vedranno costrette a coprire la differenza. Questo scenario concreto innesca il rischio di tagli ai servizi essenziali o, in alternativa, di un aumento delle tasse locali a carico dei cittadini.

Cartabellotta attribuisce la situazione a un “disinvestimento nella sanità pubblica, iniziato nel 2010 e proseguito negli anni,” e ribadisce la necessità di “coraggio e riforme strutturali” per invertire la rotta.

Le proposte di Gimbe: Tasse dedicate e razionalizzazione

Per sanare la crisi del SSN, la Fondazione Gimbe suggerisce soluzioni alternative e concrete, puntando su una maggiore equità fiscale e su una gestione più efficiente delle risorse. Tra le proposte:

  • L’introduzione di tasse dedicate su prodotti che gravano sulla salute pubblica, come tabacco, alcol, gioco d’azzardo e bevande zuccherate.
  • Un prelievo sugli extraprofitti di determinate categorie.
  • Un piano di razionalizzazione delle risorse mirato a eliminare sprechi e inefficienze.

“La crisi del SSN non mina solo la salute, ma anche la coesione sociale e la tenuta democratica del Paese”, conclude Cartabellotta.

La dura critica del Partito Democratico

Le preoccupazioni di Gimbe trovano eco nelle parole di Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico (PD), che ha attaccato duramente la legge di bilancio 2026.

Schlein ha affermato che i dati di Gimbe confermano come l’aumento dei fondi sia “solo apparente”, denunciando che, in quattro anni, si perderebbe l’equivalente dell’intera manovra. “Così il Servizio sanitario nazionale viene smantellato senza ammetterlo, aumentando le liste d’attesa, la spesa privata e riducendo i diritti dei cittadini,” ha dichiarato la segretaria del PD.

Il PD chiede a gran voce investimenti concreti e riforme mirate, in particolare per il rafforzamento della sanità territoriale, dell’assistenza domiciliare, dei servizi per la non autosufficienza e della salute mentale, ritenuti fondamentali per rispondere alle esigenze crescenti della popolazione.