HomeAttualitàSpazio di raccoglimento, non moschea: la...

Spazio di raccoglimento, non moschea: la precisazione del Rettore Cuda sull’Università Magna Graecia

In un’ottica di trasparenza e amore per la verità, il Rettore dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, Professor Giovanni Cuda, interviene per chiarire la natura dell’iniziativa che ha portato alla realizzazione di un’area destinata alla preghiera per i membri della comunità universitaria di fede musulmana.

La precisazione giunge per sgombrare il campo da ogni fraintendimento, smentendo categoricamente l’apertura di una moschea all’interno dell’Ateneo.

Un Muṣallā per l’inclusione e il dialogo

Il Rettore Cuda sottolinea che la delibera del Consiglio di Amministrazione ha autorizzato l’istituzione di un’area di preghiera, e non di una moschea. Si tratta di uno spazio di silenzio e meditazione, realizzato volutamente senza alcun carattere confessionale né simbolico, destinato a favorire la serenità e la libertà di espressione spirituale di studenti e personale, nel pieno rispetto dei principi di laicità e pluralismo che ispirano la vita accademica.

Questo spazio di raccoglimento si configura come un muṣallā, ossia, come ricordato da un architetto esperto in edilizia per il culto, “una piccola sala di preghiera, uno spazio raccolto dove chi crede può rivolgersi a Dio”. L’iniziativa risponde a un’esigenza reale e molto sentita all’interno della comunità, espressa da studenti, personale sanitario e pazienti ricoverati presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria “Renato Dulbecco”.

Rimozione della cartellonistica e ringraziamenti alla Ministra

Riguardo alla cartellonistica che in precedenza indicava la dicitura “Moschea”, il Rettore Cuda conferma la rimozione per evitare qualsiasi forma di malinteso, precisando però che tale decisione è stata assunta fin dall’inaugurazione, avvenuta pochi giorni fa, e non ha alcun nesso temporale o causale con l’interrogazione parlamentare.

Il Rettore ha inoltre espresso la sua gratitudine alla Ministra dell’Università e della Ricerca, l’onorevole Anna Maria Bernini, per l’intervento che ha efficacemente rappresentato l’azione dell’Ateneo, volta al dialogo interculturale e interreligioso in ossequio alla Carta costituzionale.

L’Università come luogo di civiltà

“Ci si permette di tranquillizzare chi ritiene che questa decisione possa rappresentare un pericolo”, afferma il Professor Cuda. Fin dalle sue origini, per volontà del primo rettore, il Prof. Salvatore Venuta, l’Ateneo di Catanzaro è stato un luogo accogliente, dove tutte le indicazioni sono fornite in italiano, inglese e in lingua araba.

“L’Università è, per sua natura, luogo di dialogo, di incontro e di tolleranza, una comunità che educa non solo alle competenze ma anche al rispetto e alla convivenza civile,” sostiene il Rettore. In un contesto in cui la contrapposizione rischia di prevalere, l’istituzione di spazi di ascolto e di raccoglimento è vista come un gesto di autentico dialogo interreligioso, coerente con la missione educativa e con i valori costituzionali.

L’iniziativa non è un atto politico, ma una scelta di civiltà che riconosce e accoglie la pluralità delle fedi presenti nella comunità, promuovendo il rispetto reciproco e la costruzione di ponti culturali. L’obiettivo è restituire all’Università il suo senso più autentico di luogo che unisce, accoglie e insegna la libertà.