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La nocciola calabrese in crisi: cambiamenti climatici e cinghiali minacciano la Tonda

La filiera corilicola italiana, e in particolare quella della Tonda Calabrese, si trova ad affrontare una fase critica, descritta da una combinazione di fattori strutturali: crisi, cambiamenti climatici, cinghiali, e l’evoluzione del mercato globale.

Le crescenti difficoltà hanno spinto il Consorzio Valorizzazione e Tutela Nocciola di Calabria a indire un’Assemblea straordinaria per lunedì 24 novembre alle ore 16.30, presso la Sala Consiliare del Comune di Torre di Ruggiero (Catanzaro).

Produzione a rischio e nuovi equilibri globali

Il settore delle nocciole in Italia sta vivendo un momento di forte contrazione produttiva. In alcune aree, il raccolto è precipitato fino al 70%, nonostante un incremento del 30% delle superfici coltivate tra il 2015 e il 2024. La causa principale di questo calo è attribuibile ai fenomeni climatici estremi, che compromettono seriamente intere produzioni.

A livello internazionale, l’Italia ha ceduto il passo al Cile, che è diventato il secondo produttore mondiale, subito dopo la Turchia, che rimane il leader del mercato pur avendo subito a sua volta penalizzazioni a causa di una gelata primaverile che ha innalzato i prezzi.

Minacce locali: cinghiali e cimice asiatica

In Calabria, le problematiche legate al clima si sommano alle devastazioni causate dai cinghiali, un problema particolarmente sentito nell’areale della Tonda Calabrese. Il presidente del Consorzio, Giuseppe Rotiroti, ha evidenziato come questa fauna selvatica rappresenti un danno continuo e significativo.

Una potenziale ulteriore minaccia è costituita dalla cimice asiatica, un insetto che, pur non essendo ancora significativamente diffuso in Calabria, sta già provocando gravi danni in altre regioni italiane.

Un impegno per la qualità e l’identità territoriale

Sin dalla sua nascita nel 2008, il Consorzio ha focalizzato gli sforzi su innovazione e qualità, lavorando per recuperare terreni agricoli abbandonati e valorizzare una coltura identitaria del territorio. Un dato significativo è che circa il 90% della produzione di nocciole in Calabria è oggi biologica, concentrata prevalentemente nei territori di Cardinale, Torre di Ruggiero e Simbario.

Grazie a questo impegno, la nocciola calabrese ha conquistato spazio in importanti rassegne nazionali e la regione ha ospitato per ben due volte l’Assise nazionale di “Città della Nocciola”. Rotiroti ha sottolineato la volontà di non disperdere questi sforzi, rendendo l’Assemblea un momento cruciale per un confronto «ampio e costruttivo» per definire soluzioni reali a tutela di un settore che unisce economia, storia e identità del territorio.

Il programma dell’assemblea straordinaria

L’incontro si concentrerà sul tema “La coltura del nocciolo: emergenza tra cambiamenti climatici e danni dei cinghiali”.

Dopo i saluti istituzionali del presidente del Consorzio Giuseppe Rotiroti e dei sindaci di Torre di Ruggiero (Vito Roti), Cardinale (Danilo Staglianò), Chiaravalle Centrale (Domenico Donato) e Simbario (Gennaro Crispo), si succederanno diversi interventi.

Tra i relatori figurano Irma Brizi (direttore Associazione nazionale Città della Nocciola), Piero Martelli (socio fondatore del Consorzio), Eugenio Fristachi (presidente Comitato Contenimento del Cinghiale), Marziale Battaglia (presidente Gal “Serre Calabresi”), Francesco Manti (presidente Atc Catanzaro 2), Raffaele Stanizzi (presidente provinciale Confagricoltura) e Alberto Statti (presidente regionale Confagricoltura).

Le conclusioni saranno affidate a Francesco Chiellino, dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria. Il coordinamento dei lavori sarà a cura della giornalista Maria Patrizia Sanzo.