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La marea “No ponte” sfida il maltempo: 15.000 in piazza contro l’opera

Nonostante la pioggia battente, la manifestazione contro il ponte sullo Stretto a Messina ha registrato una partecipazione eccezionale.

Gli organizzatori hanno stimato circa 15.000 persone presenti al corteo, definendolo un numero record per questo genere di iniziativa.

Il corteo, immortalato nelle foto Ansa, si è concluso in piazza Duomo con il comizio della segretaria nazionale del PD, Elly Schlein. L’iniziativa ha visto la partecipazione attiva di rappresentanti sindacali e dei comitati locali.

Le voci della mobilitazione

Pietro Patti, segretario provinciale della CGIL, ha espresso gratitudine ai partecipanti per la loro presenza, dichiarando che “la lotta continua”. Anche Daniele Ialacqua, del comitato No ponte – Capo Peloro, ha ribadito il fermo impegno del movimento.

Schlein: Progetto sbagliato e dannoso

La segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, ha duramente criticato il progetto, definendolo “sbagliato e dannoso“. La leader dem ha messo in luce criticità di natura economica, ambientale e sociale. Schlein ha fatto riferimento alle osservazioni della Corte dei Conti, che ha denunciato diverse violazioni, tra cui quelle relative alle direttive europee Habitat e sugli appalti. Altre contestazioni riguardano l’esclusione dell’autorità di regolazione dei trasporti, l’assenza di adeguate motivazioni su salute e sicurezza, le modifiche sostanziali dell’appalto senza una nuova gara e i dati incompleti sull’aumento dei costi.

Schlein ha sottolineato la vicinanza del suo partito ai comitati e alle comunità locali, chiedendo al governo Meloni e al ministro Salvini di “fermarsi e scusarsi per aver sprecato 13 miliardi di euro, sottraendo risorse ad altre infrastrutture necessarie”. La segretaria ha concluso riaffermando il sostegno politico e istituzionale del PD alla storica mobilitazione contro l’opera.

Bonelli: denuncia i rischi strutturali e le priorità mancanti

Il parlamentare di Avs, Angelo Bonelli, ha definito il progetto, risalente a oltre trent’anni fa, come una proposta spacciata per innovativa, in grado di sottrarre circa 14 miliardi di euro a quelle che sono le vere priorità del Paese. Bonelli ha evidenziato i rischi strutturali dell’opera, citando il pilone di Cannitello che sarebbe costruito su una faglia attiva, e le violazioni delle direttive europee.

Ha ribadito l’urgenza di investire in ferrovie, scuole e ospedali per le regioni Sicilia e Calabria, concludendo che la manifestazione di Messina è stata “una mobilitazione del popolo del Sud ingannato da Salvini” e un modo per affermare che “un’altra Italia è possibile”.

Accorinti: l’appello alla disobbedienza civile

Renato Accorinti, ex sindaco di Messina e leader del movimento No ponte, ha definito il progetto del ponte sullo Stretto “un’opera inutile e devastante“. Accorinti ha posto l’accento sull’importanza di tutelare lo Stretto di Messina, classificato come area di protezione speciale.

Ha invitato alla disobbedienza civile qualora dovessero essere avviati i cantieri, spiegando che il movimento ha operato “casa per casa” con dati concreti per convincere i cittadini. L’ex sindaco ha denunciato la carenza di infrastrutture essenziali come acqua, strade, ferrovie adeguate e collegamenti con gli aeroporti. Accorinti ha confutato l’idea che il ponte porterebbe sviluppo, osservando che “la Calabria è già collegata all’Italia e all’Europa ed è la regione più povera d’Europa. Il Giappone, pur essendo un arcipelago, è la quarta economia mondiale”. Infine, ha lanciato un appello all’unità della Sinistra nella battaglia contro il progetto, notando l’assenza di figure come Conte e Landini al corteo e definendo la giornata come cruciale per la difesa dei diritti dei siciliani.