Il riconoscimento della Cucina Italiana quale Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO è stato accolto con immensa gioia e profondo senso di responsabilità in tutta la nazione. Tra le voci più autorevoli a commentare il traguardo c’è quella dello Chef Filippo Cogliandro, ambasciatore della gastronomia calabrese nel mondo.
«È una gioia immensa, un onore e una responsabilità. È il traguardo di un cammino che appartiene a tutti: alle famiglie che tramandano gesti antichi, ai contadini che custodiscono la terra, ai pescatori che conoscono il mare, agli artigiani del gusto e ai cuochi che ogni giorno trasformano gli ingredienti in cultura», ha dichiarato Cogliandro.
La Calabria come custode di identità
Per lo Chef, che da anni porta l’eccellenza della Calabria sui palcoscenici internazionali, questo riconoscimento rappresenta una conferma profonda: la cucina non è semplice tecnica, ma è memoria, identità e comunità. Ogni piatto italiano racconta una storia, un territorio e un’emozione.
Cogliandro ha avuto il privilegio di rappresentare la sua terra in numerosi contesti internazionali, culminando nel recente incontro in Messico, al Foro Mundial de la Gastronomía Mexicana. Un’esperienza che gli ha permesso di toccare con mano come la cucina sia un vero ponte tra culture diverse, ritrovando negli occhi delle cuoche tradizionali messicane “la stessa passione delle nostre mamme e delle nostre nonne: la stessa cura, la stessa dignità, la stessa poesia della tradizione.”
L’orgoglio di Reggio Calabria
Da calabrese, lo Chef esprime un particolare orgoglio per aver contribuito a questo dialogo globale. Ha ricordato il ruolo della regione, citando in particolare la Carta di Reggio Calabria e gli eventi internazionali ospitati nella sua città, che oggi si rivelano fondamentali per il successo UNESCO.
«Reggio Calabria, come tutta la Calabria, è portatrice di un’identità gastronomica forte, antica e autentica, che oggi trova nel riconoscimento UNESCO una nuova luce e un nuovo respiro», ha affermato Cogliandro.
In conclusione, lo Chef ha richiamato al nuovo impegno che spetta a tutti gli operatori del settore, considerati ambasciatori delle loro comunità: custodire ciò che si è e continuare a raccontarlo al mondo “con umiltà, passione e verità”. Il riconoscimento è un patrimonio dell’umanità, ma la responsabilità di farlo rivivere ogni giorno, nelle scelte, nella cura della terra e nel rispetto delle tradizioni, spetta a chi è in cucina.



