La gestione del servizio idrico in Calabria finisce nuovamente al centro del dibattito politico regionale.
Pasqualina Madeo, consigliera regionale del Partito Democratico, ha lanciato un duro atto d’accusa contro l’attuale gestione della Sorical, chiedendo ufficialmente l’istituzione di una commissione d’inchiesta che faccia luce sulle criticità del sistema e individui soluzioni definitive per superare quella che definisce una crisi non più procrastinabile.
Secondo la consigliera dem, il cosiddetto “New Deal” del servizio idrico annunciato nelle linee programmatiche di governo non avrebbe ancora prodotto i risultati sperati, lasciando interi centri abitati come Corigliano Rossano, Cosenza e Reggio Calabria in una condizione di cronica carenza d’acqua. La problematica non sarebbe legata alla scarsità della risorsa naturale, ma a un’infrastruttura obsoleta e fatiscente.
«L’acqua non è un lusso, è un bene inalienabile di prima necessità. Ma, purtroppo, abbiamo acclarato che nella nostra terra i diritti fondamentali, dall’accesso alla risorsa idrica passando per il diritto alla salute, sono da considerarsi dei lussi veri e propri» ha dichiarato con fermezza Madeo, sottolineando come la Calabria sia in realtà ricca di sorgenti naturali. Il paradosso risiede nel trasporto: l’oro blu si disperde lungo un tragitto dai monti a valle segnato da tubature risalenti agli anni Sessanta.
Il nodo delle perdite e gli investimenti necessari
I dati citati dalla consigliera dipingono un quadro allarmante della dispersione idrica regionale, che in alcune aree raggiungerebbe punte del 70%. Di fronte alla prospettiva di investimenti per 2,2 miliardi di euro, la Madeo interroga la Giunta regionale sulla natura e sulla tempistica degli interventi, contestando la logica dei provvedimenti temporanei che si sono susseguiti negli anni senza risolvere il cuore del problema.
«Cosa stiamo aspettando: che le perdite di acqua in Calabria sfondino quota novanta? Per troppo tempo ci si è voltati dall’altra parte senza affrontare un problema prioritario per la nostra regione» ha incalzato la rappresentante del PD. La critica si estende anche agli obiettivi fissati per il 2030 dal presidente Occhiuto, volti a ridurre la dispersione al 50%. Madeo evidenzia una discrepanza con i dati Istat, che attestano la media nazionale al 42%, suggerendo che gli obiettivi regionali siano ancora troppo distanti dagli standard di efficienza minimi del Paese.
Dalle linee programmatiche ai fatti
La richiesta di un organismo ad hoc nasce dalla necessità di passare dalla fase della riparazione d’emergenza a quella della prevenzione e sostituzione integrale degli impianti. La consigliera sostiene che non si possa più parlare semplicemente di “ingegnerizzazione” o “digitalizzazione” senza avviare i cantieri per rimpiazzare le condutture forate che rendono vano ogni tentativo di manutenzione ordinaria.
«C’è bisogno di un organismo ad hoc, di una commissione d’inchiesta che si dedichi a pieno regime alla questione Sorical. I provvedimenti tampone adottati fino ad oggi non hanno prodotto alcun risultato» ha concluso Madeo, ribadendo che la Calabria non può permettersi di trascinare gli stessi problemi strutturali di legislatura in legislatura mentre i cittadini continuano a patire la sete.



