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San Giovanni in Fiore in marcia per Serafino Congi: il grido della Sila per la sanità pubblica

A un anno esatto dalla tragica scomparsa di Serafino Congi, la comunità di San Giovanni in Fiore ha trasformato il dolore in una mobilitazione civile che ha attraversato il cuore della Città di Gioacchino da Fiore.

La “Camminata per la sanità pubblica negata”, promossa dall’Associazione Antigone – Siamo tutti Serafino e dai comitati cittadini, ha visto centinaia di persone sfilare in un corteo silenzioso e determinato, culminato in un sit-in davanti al Palazzo di Città.

L’emozione era palpabile fin dall’apertura del corteo, guidato dallo striscione “Siamo tutti Serafino” e dalla presenza degli Ultras Silana Wolves H919. In prima fila, la vedova di Serafino, Caterina Perri, circondata dagli amici di una vita e da una folla di cittadini comuni che hanno scelto di unire la propria voce a quella della famiglia. Le note di Riders on the Storm dei Doors hanno accompagnato il cammino, creando un’atmosfera di profonda riflessione collettiva.

La vicenda di Serafino Congi, spirato dopo ore di attesa in pronto soccorso, rimane una ferita aperta non solo per i suoi cari, ma per l’intero territorio. Durante il percorso, diversi esponenti dei comitati e semplici cittadini hanno preso la parola per ribadire la necessità di ottenere risposte concrete. “Chiediamo verità e giustizia per Serafino”, è stato il coro unanime dei partecipanti, che hanno sottolineato come il dramma del loro concittadino sia il simbolo di un sistema sanitario regionale che penalizza drasticamente le aree interne.

Già durante le esequie, il parroco aveva espresso un sentimento condiviso da molti: “Sono arrabbiato anch’io, ma ora è tempo di fare comunità”. Quell’invito sembra essere stato accolto pienamente dalla cittadinanza, che oggi chiede interventi strutturali e il diritto a una medicina d’urgenza che sia degna di questo nome, rifiutando l’idea che vivere in montagna significhi avere meno diritti alla salute.

Il momento di massima tensione emotiva è stato raggiunto alle 18:50, quando il sit-in si è fermato per un minuto di silenzio assoluto. Un istante di raccoglimento dedicato a Serafino e a tutte le vittime di malasanità in Calabria, un silenzio che è suonato come il monito più forte rivolto alle istituzioni affinché simili tragedie non debbano più ripetersi.