Il Tribunale di Milano ha messo la parola fine a uno dei casi mediatici più discussi degli ultimi anni.
Chiara Ferragni è stata assolta dall’accusa di truffa aggravata nell’ambito dell’inchiesta nota come Pandorogate, che riguardava le campagne promozionali del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua a sfondo solidale.
La decisione è stata pronunciata oggi dal giudice Ilio Mannucci Pacini, della terza sezione penale del Tribunale di Milano, a conclusione del processo celebrato con rito abbreviato. L’influencer era finita nel mirino della magistratura a causa di messaggi diffusi sui social network che, secondo l’impianto accusatorio, avrebbero indotto i consumatori in errore.
L’accusa sosteneva infatti che la comunicazione commerciale avesse lasciato intendere che una parte del ricavato delle vendite fosse destinata direttamente a progetti di beneficenza, una correlazione che per gli inquirenti non era stata esposta con sufficiente chiarezza.
Tuttavia, il verdetto del Tribunale ha ribaltato queste conclusioni. Con la sentenza odierna, il giudice ha stabilito che non sussistono gli elementi necessari per configurare il reato di truffa, scagionando completamente l’imprenditrice digitale.
La vicenda aveva sollevato un dibattito senza precedenti sulla trasparenza dell’influencer marketing e sul confine tra operazioni commerciali e iniziative benefiche. Il caso aveva spinto anche l’Autorità garante a intervenire, innescando una riflessione profonda sulla necessità di nuove norme per regolare la comunicazione online.
Con questa formula di assoluzione, si chiude definitivamente il capitolo penale di una vicenda che ha segnato profondamente il panorama della comunicazione digitale in Italia.



