Il Governo ha confermato l’intenzione di intervenire con decisione per contrastare la carenza di personale sanitario in Italia.
Attraverso un emendamento al decreto Milleproroghe, la norma che consente a medici e dirigenti ospedalieri di restare in servizio fino a 72 anni sarà estesa a tutto il 2026.
La notizia è stata accolta con favore dalla senatrice della Lega, Tilde Minasi, che ha sottolineato come questa misura rappresenti una boccata d’ossigeno necessaria per il sistema sanitario nazionale.
Un impegno condiviso per la continuità assistenziale
La decisione del Governo recepisce una battaglia che il gruppo della Lega stava già portando avanti nelle commissioni parlamentari. La senatrice Minasi ha spiegato che il lavoro è stato coordinato e costante, mirato a evitare un vuoto organico che avrebbe messo a rischio i livelli minimi di assistenza.
«Con la collega deputata della Lega On. Simona Loizzo stavamo conducendo un lavoro parallelo all’interno delle Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato proprio per introdurre un emendamento analogo, dunque siamo molto felici che direttamente il Governo abbia fatto propria questa battaglia, che aiuterà, almeno nell’immediato, gli ospedali in sofferenza» ha dichiarato Minasi, precisando che la misura non è obbligatoria e riguarda anche i medici già in pensione che desiderano rientrare volontariamente.
La situazione in Calabria e la ricerca di soluzioni strutturali
Se l’estensione dell’età pensionabile serve a tamponare l’emergenza, la sfida resta quella di trovare soluzioni a lungo termine, specialmente in territori fragili come la Calabria. La senatrice ha evidenziato come la carenza di organico nella regione sia ormai drammatica, rendendo necessari interventi specifici per attrarre nuove leve.
«L’esperienza e la competenza dei medici anziani è certamente fondamentale, ma per poter davvero garantire il diritto alle cure ai cittadini è indispensabile che operino anche e soprattutto medici giovani» ha aggiunto la senatrice. Tra le proposte in campo, nate anche dal confronto con il presidente dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, Pasquale Veneziano, figura l’ipotesi di riportare i neolaureati in corsia per una formazione pratica immediata, recuperando modelli del passato.
Prospettive future e incentivi per il territorio
L’obiettivo finale del lavoro parlamentare e regionale è quello di rendere la professione medica nuovamente attrattiva, offrendo strumenti che spingano i professionisti a restare o a trasferirsi negli ospedali calabresi. Minasi ha ribadito che il suo impegno sul territorio non si ferma e che le proposte discusse con gli attori locali verranno presto sottoposte all’attenzione del Governo.
«Troveremo gli strumenti per incentivarli a restare o a venire negli ospedali del territorio, così da ripopolarli e offrire i giusti livelli di assistenza a chi vive in Calabria» ha concluso la senatrice, confermando che la priorità resta la tutela del diritto alla salute per tutti i concittadini.



