Il panorama delle tutele per chi viaggia in aereo vive ore decisive a Bruxelles. Il Parlamento europeo ha compiuto un passo significativo verso il rinnovo del Regolamento 261/2004, approvando ieri, mercoledì 21 gennaio, una serie di emendamenti che mirano a blindare i diritti dei viaggiatori.
Con una maggioranza schiacciante di 632 voti favorevoli, l’Aula ha scelto di mantenere la linea dura contro le proposte al ribasso che giungono dal Consiglio UE.
L’obiettivo della riforma è aggiornare una normativa che da oltre vent’anni rappresenta il baluardo per chi subisce disservizi. In questo scenario, realtà come ItaliaRimborso seguono con attenzione l’evoluzione politica, poiché le decisioni prese in sede europea avranno un impatto diretto sulla possibilità dei passeggeri di ottenere giustizia in caso di voli in ritardo o cancellati.
Lo scontro sui tempi del ritardo e le compensazioni
Il cuore del dibattito resta la soglia temporale che fa scattare il diritto alla compensazione pecuniaria. Mentre il Consiglio UE preme per innalzare il limite a quattro ore di attesa, il Parlamento e la Commissione Tran restano fermi sul limite attuale delle tre ore. Si tratta di una differenza non solo formale ma sostanziale: secondo le stime di ItaliaRimborso, lo slittamento a quattro ore causerebbe la perdita del diritto al rimborso per circa il 70% dei passeggeri attualmente tutelati.
Anche sul fronte economico le posizioni divergono. Il Parlamento propone indennizzi compresi tra 300 e 600 euro, cercando di migliorare l’attuale schema (250, 400 e 600 euro), mentre il Consiglio punta a un tetto massimo di 500 euro.
Bagagli a mano e tutele per i minori
Le novità approvate non riguardano solo i ritardi. I deputati europei chiedono regole più chiare e favorevoli per il trasporto dei bagagli, garantendo il diritto di portare a bordo gratuitamente un oggetto personale e un bagaglio a mano (con dimensioni massime di 100 cm e peso entro i 7 chili). Tra le altre misure figurano l’assegnazione gratuita dei posti per i minori e una definizione più rigorosa delle circostanze eccezionali che esentano le compagnie dal pagamento dei rimborsi.
Il relatore Andrey Novakov (PPE, Bulgaria) ha ribadito la fermezza dell’istituzione: “Il Parlamento è pronto a continuare a lavorare per regole più chiare e prevedibili per le compagnie aeree e per un settore dell’aviazione più forte, ma non a scapito dei passeggeri. Il nostro punto di partenza è chiaro. Vogliamo rafforzare, non indebolire, i diritti dei passeggeri. La soglia delle tre ore, gli attuali livelli di compensazione, i moduli precompilati e garanzie effettive restano per noi linee rosse”.
Il futuro della norma: verso il Comitato di conciliazione
La palla passa ora al Consiglio. Se quest’ultimo dovesse respingere gli emendamenti del Parlamento, si aprirà la fase del Comitato di conciliazione. Questo organismo paritetico avrà a disposizione un massimo di otto settimane per redigere un testo di compromesso. In caso di fumata nera, l’intera proposta di riforma decadrebbe, lasciando in vigore l’attuale Regolamento 261/2004 senza i miglioramenti sperati.
Sulla questione è intervenuto anche Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso: “Attendiamo con trepidazione che si trovi un accordo al fine di tutelare al meglio i diritti dei passeggeri. Siamo contenti che il Parlamento abbia seguito la linea tracciata dalla Commissione Tran. Resta il nodo del Consiglio, che auspichiamo applichi il buon senso per il bene dei viaggiatori aerei. Facciamo appello all’ultima istituzione mancante nell’accordo di una norma moderna per i passeggeri, il Consiglio. Ogni giorno assistiamo migliaia di passeggeri in difficoltà e l’aggiornamento normativo del RE 261/2004 rappresenta un punto di riferimento certo per tutti coloro che operano nel settore”.



