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Spari e minacce al “Castello” di Sangineto: misura cautelare per Giuseppe Scornaienchi

Il cerchio delle indagini sulla notte di fuoco del 14 agosto 2025 a Sangineto si è definitivamente chiuso.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno notificato una nuova ordinanza di custodia cautelare a Giuseppe Scornaienchi, già detenuto dopo la fine della sua latitanza avvenuta lo scorso 8 gennaio. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, dispone la custodia in carcere per porto illegale di arma da sparo e gli arresti domiciliari per l’ipotesi di tentata violenza privata.

La ricostruzione dell’attentato di Ferragosto

I fatti risalgono alla vigilia del Ferragosto scorso, quando diversi colpi d’arma da fuoco vennero esplosi contro l’ingresso della nota discoteca Il Castello. Oltre all’azione intimidatoria, gli autori lasciarono sul posto una lettera minatoria. L’attività investigativa, avviata dalla Compagnia di Scalea e approfondita dal Nucleo Investigativo di Cosenza, aveva già portato all’identificazione di un complice di Scornaienchi, coinvolto nella più ampia operazione denominata Thyrrenum.

Il ruolo dello scaldacollo e le prove del RIS

A determinare la svolta nel procedimento sono stati i riscontri scientifici ottenuti dal RIS di Messina. Gli inquirenti hanno concentrato l’attenzione su uno scaldacollo rinvenuto nei pressi di un’autovettura, la stessa utilizzata per l’azione di fuoco e abbandonata poco dopo il raid. Le tracce biologiche isolate sull’indumento, incrociate con i dati genetici dell’indagato, hanno permesso di attribuire a Scornaienchi il ruolo di presunto esecutore materiale dell’attentato.

Il monitoraggio dei sistemi di videosorveglianza

Oltre alle prove del DNA, la magistratura ha acquisito i fotogrammi registrati dai sistemi di videosorveglianza della zona. Il confronto tra le immagini e gli spostamenti rilevati ha fornito ulteriori elementi di conferma alla tesi accusatoria. L’episodio di Sangineto viene ora inquadrato in un contesto più vasto di dinamiche criminali che interessano il litorale cosentino, delineando una strategia di pressione e intimidazione ai danni delle attività commerciali del territorio.