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Medici cubani in Calabria: Roberto Occhiuto conferma la collaborazione nonostante le pressioni degli Stati Uniti

La sanità calabrese resta al centro di un delicato intreccio diplomatico tra Roma, Washington e L’Avana.

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha preso posizione rispetto alle indiscrezioni diffuse da Bloomberg riguardanti presunte sollecitazioni da parte dell’amministrazione guidata da Donald Trump per interrompere l’impiego dei camici bianchi caraibici. Il governatore ha ribadito la centralità dell’accordo per la tenuta del sistema sanitario locale, pur confermando un’intensificazione dei rapporti con il Dipartimento di Stato americano.

Il confronto diplomatico e l’arrivo dell’inviato statunitense

Nelle ultime settimane i contatti tra la Regione e le autorità d’oltreoceano si sono fatti più frequenti. La prossima settimana è previsto un incontro ufficiale con Mike Hammer, incaricato d’affari degli Stati Uniti a Cuba dal 2024. Il faccia a faccia servirà a fare il punto su una questione che l’amministrazione americana osserva con attenzione da tempo, non solo sotto l’attuale presidenza.

“Posso dirle che l’amministrazione americana, anche durante la presidenza Biden, non ha mai manifestato particolare entusiasmo rispetto alla nostra iniziativa di portare medici cubani in Calabria. Ma in questi anni con gli ambasciatori e con i rappresentanti del governo degli Stati Uniti in Italia abbiamo sempre avuto un dialogo sereno, costante e improntato alla collaborazione”, ha dichiarato Roberto Occhiuto all’ANSA. Il presidente ha inoltre precisato che “nelle ultime settimane i contatti con il Dipartimento di Stato Usa si sono ulteriormente intensificati e posso confermare che la prossima settimana incontrerò Mike Hammer, responsabile per gli affari statunitensi a Cuba”.

La conferma del servizio dei sanitari cubani negli ospedali regionali

Nonostante il quadro internazionale complesso, la linea della Regione Calabria rimane ferma sulla necessità di mantenere il personale attualmente in servizio. Il contributo dei medici giunti dall’isola è considerato fondamentale per sopperire alle gravi carenze organiche che affliggono la rete ospedaliera calabrese, evitando la chiusura di reparti strategici e garantendo l’operatività dei servizi di emergenza-urgenza.

“Una cosa è certa: i medici cubani attualmente in servizio in Calabria resteranno anche nei prossimi anni. Sono stati, sono e continueranno a essere determinanti per garantire il funzionamento dei pronto soccorso e per mantenere aperti tutti gli ospedali della nostra regione”, ha affermato con nettezza il governatore, fugando i dubbi su una possibile interruzione anticipata della collaborazione.

Apertura a nuove collaborazioni per il potenziamento sanitario

L’obiettivo della Regione resta quello di completare il contingente previsto inizialmente, portando a 1.000 il numero totale di medici stranieri a supporto delle strutture locali. In quest’ottica, Occhiuto non ha escluso la possibilità di accogliere professionisti provenienti da altri contesti, qualora gli Stati Uniti decidessero di intervenire attivamente nel sostegno al sistema sanitario calabrese.

“Avevamo un accordo per arrivare a 1.000 medici in totale. Se il governo degli Stati Uniti intenderà aiutarci mettendo a disposizione nuovi medici stranieri per la Calabria, fino ai 1.000 che ci servono, non abbiamo alcuna preclusione: anzi, siamo pronti ad accogliere a braccia aperte chiunque voglia contribuire al rafforzamento del nostro sistema sanitario regionale”, ha concluso il presidente.