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Scuola, circolare Valditara ai presidi: “Studenti lascino aule pulite”

L’educazione alla cura dei beni comuni diventa un pilastro della didattica nelle scuole italiane, dove il decoro delle aule si trasforma in un esercizio concreto di cittadinanza. Tra progetti ministeriali, modelli pedagogici innovativi e rigore disciplinare, gli istituti cercano di contrastare episodi di incuria e vandalismo attraverso la responsabilizzazione diretta degli studenti.

Il richiamo del Ministero e il ruolo delle famiglie

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha inviato una nota ai dirigenti scolastici per sollecitare l’adozione di regole condivise sulla cura degli ambienti. L’obiettivo è valorizzare comportamenti responsabili, ricordando che il rispetto degli spazi è un obbligo già sancito dallo Statuto delle studentesse e degli studenti.

“È un invito condivisibile”, osserva Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi. “Non è accettabile lasciare le aule in condizioni indecorose. Se tutti si comportano in modo civile, il beneficio è collettivo, anche perché il personale Ata non è sufficiente per sopperire a mancanze comportamentali diffuse”. Giannelli ricorda inoltre che la responsabilità ricade anche sulle famiglie: “Abbiamo numerose sentenze di cause civili in cui i genitori sono stati condannati a risarcire i danni provocati dai figli alla scuola”.

Modelli didattici e gestione del quotidiano

Esistono realtà in cui il riordino è parte integrante del metodo educativo. Nelle 800 scuole che adottano il modello Senza Zaino, gli studenti della primaria gestiscono a rotazione incarichi di responsabilità per la cura di libri, cancelleria e spazi comuni come l’agorà.

Altrove, la fermezza dei dirigenti serve a ristabilire il senso del limite. Al Liceo Scientifico Righi di Roma, chi non rispetta il decoro riceve una nota sul registro e deve provvedere personalmente al riordino, mentre il personale ausiliario viene invitato a sospendere le pulizie nell’aula interessata per alcuni giorni. “Avere cura della propria aula significa avere cura di sé e imparare cosa vuol dire cittadinanza responsabile”, spiega il dirigente Giovanni Cogliandro.

Anche l’Istituto Alberghiero Beccari di Torino punta sulla collaborazione con i genitori. Il dirigente Pietro Rapisarda racconta di aver convocato i rappresentanti di una classe particolarmente insofferente per mostrare loro lo stato di degrado dell’aula: “È stato decisivo: i ragazzi si sono vergognati e le famiglie sono intervenute”.

Investimenti per la bellezza e l’educazione civica

Il Ministero ha stanziato 30.000.000 di euro per progetti didattici legati alla riqualificazione degli spazi, che potranno essere trasformati in ambienti per l’apprendimento all’aperto nell’ambito dell’educazione civica. “Prendersi cura degli spazi pubblici è un fondamentale esercizio di convivenza civile”, ha dichiarato Valditara.

Parallelamente, un protocollo siglato con il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, mira a portare le opere d’arte all’interno degli istituti. Secondo il ministro Valditara, la presenza dell’arte nelle scuole “può rappresentare uno strumento straordinario per educare concretamente i nostri giovani alla bellezza”.