L’Associazione Culturale Multitracce ha avviato un progetto ambizioso per restituire alla collettività un immobile sottratto alla criminalità organizzata.
Situato lungo viale Magna Grecia, il bene si trova attualmente in uno stato di profondo degrado e abbandono, segnato da atti vandalici e accumulo di rifiuti. L’iniziativa mira a trasformare questo luogo in uno spazio vibrante di partecipazione e impegno civico, destinandolo in futuro ad attività sociali e culturali che possano arricchire il tessuto urbano.
Il primo appuntamento per il recupero dell’area
La cittadinanza è chiamata a raccolta per sabato 7 marzo 2026. L’appuntamento è fissato presso l’ingresso del Lido San Leonardo, punto di partenza per i volontari che intendono contribuire ai primi interventi di pulizia e messa in sicurezza delle strutture. L’obiettivo primario della giornata è restituire dignità a un’area che, per legge e per etica, appartiene ormai all’intera città di Crotone. Chi intende partecipare è invitato a presentarsi munito di guanti da lavoro e calzature adeguate.
Modalità di sostegno e contributi tecnici
Oltre alla presenza fisica durante la giornata di lavori, il progetto prevede diverse forme di supporto. L’organizzazione ha aperto alla donazione di materiali necessari per il ripristino dei locali, tra cui vernici, attrezzi, sistemi di illuminazione, serrature e altro materiale edile.
È inoltre possibile offrire competenze professionali e tecniche per supportare le fasi più complesse della ristrutturazione. Per coordinare gli interventi e confermare la partecipazione, è possibile contattare l’associazione tramite l’indirizzo email multitracce@hotmail.com o al numero 349.6661564.
Un segnale concreto contro la criminalità
Il recupero degli spazi sottratti alle mafie resta uno dei pilastri fondamentali per la diffusione della cultura della legalità sul territorio. Come ricordava il magistrato Giovanni Falcone, «la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine». A questo monito si unisce il pensiero dell’attivista Peppino Impastato, che sottolineava come «la mafia uccide, il silenzio pure», evidenziando l’importanza dell’azione diretta e della partecipazione pubblica per contrastare l’isolamento e l’incuria.



