I Carabinieri della Stazione di San Giorgio Morgeto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due quarantenni residenti a Cinquefrondi.
L’accusa ipotizzata a loro carico è quella di furto aggravato in concorso. L’operazione scaturisce dalle indagini relative alla sottrazione di beni mobili appartenenti alla pubblica amministrazione, un episodio che ha generato disagi diretti alla comunità locale.
La dinamica del furto e i disagi per la collettività
Secondo quanto stabilito dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palmi, i due indagati si sarebbero impossessati di un autofurgone Iveco Daily e di un escavatore, entrambi di proprietà del Comune di San Giorgio Morgeto. Si tratta di strumentazioni definite essenziali per lo svolgimento delle attività di manutenzione e gestione del territorio.
La mancanza di tali mezzi ha avuto ripercussioni immediate sull’efficienza degli uffici tecnici. Il provvedimento giudiziario evidenzia infatti come la sottrazione «aveva inevitabilmente compromesso temporaneamente alcuni servizi destinati alla collettività», privando l’ente dei supporti necessari per gli interventi ordinari e straordinari sul suolo comunale.
Le indagini coordinate dalla Procura di Palmi
L’attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi e si è avvalsa di un meticoloso lavoro sul campo da parte dei militari dell’Arma. Gli inquirenti hanno operato attraverso una ricostruzione dettagliata dei movimenti dei sospettati e l’incrocio dei dati raccolti nelle ore successive all’evento.
«Attraverso un attento lavoro di ricostruzione dei fatti, analisi degli elementi raccolti e riscontri sul territorio, siamo riusciti a delineare con precisione la dinamica dell’episodio e il presunto coinvolgimento dei due indagati», hanno spiegato i Carabinieri in merito allo sviluppo delle ricerche. Il quadro indiziario emerso è stato giudicato solido dalla magistratura, che ha ravvisato «gravi e concordanti indizi di colpevolezza» a carico dei due residenti a Cinquefrondi.
Tutela dei beni pubblici e presunzione di innocenza
L’intervento delle forze dell’ordine si inserisce in una più ampia strategia di controllo del territorio finalizzata a reprimere i reati contro il patrimonio, con particolare attenzione a quelli che colpiscono le istituzioni. Dall’Arma dei Carabinieri è stato sottolineato che l’operazione «conferma il costante impegno nel contrasto ai reati contro il patrimonio e nella tutela delle istituzioni e dei beni pubblici».
Nonostante la gravità degli indizi raccolti, è doveroso ricordare che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, per entrambi gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.



