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Bambini senza pediatra: famiglie costrette a lunghe code e visite private

La fascia costiera che separa le province di Cosenza e Crotone si conferma un territorio dimenticato, dove il diritto alla salute per i più piccoli è diventato un miraggio burocratico.

Tra Crucoli e Cariati, la gestione del servizio pediatrico riflette il fallimento di due diverse Aziende Sanitarie Provinciali, incapaci di garantire una copertura stabile e dignitosa per le famiglie residenti. La situazione attuale vede centinaia di bambini privati di un’assistenza di base regolare, trasformando la prevenzione e la cura in un percorso a ostacoli tra file interminabili e costi insostenibili.

Il deserto sanitario di Crucoli e le difficoltà di Cirò Marina

A Crucoli il servizio è assente dal mese di ottobre 2024. Da allora, l’ASP di Crotone non ha attivato alcuna sostituzione stabile, lasciando i genitori in una condizione di totale incertezza. Questa carenza ha generato un effetto domino sui comuni limitrofi, in particolare su Cirò Marina.

Gli ambulatori della cittadina vicina sono ormai al limite massimo di assistiti, con tempi di attesa che oscillano tra le due e le tre ore anche per le visite urgenti. Molte famiglie, impossibilitate ad attendere o a trovare posto nelle liste sature dei pediatri convenzionati, si vedono costrette a ricorrere a consulti privati. Si tratta di una spesa imprevista che incide pesantemente sui bilanci domestici, rendendo la salute un privilegio per chi può permetterselo invece di un diritto garantito.

La risposta insufficiente del territorio di Cariati

Spostandosi sul versante cosentino, la situazione a Cariati non appare migliore. Nonostante il bacino di utenza vasto e le necessità di un territorio geograficamente complesso, la presenza pediatrica è ridotta a poche ore settimanali, concentrate esclusivamente nel pomeriggio del giovedì e solo su prenotazione. Un assetto che le comunità locali giudicano assolutamente inadeguato rispetto al volume delle richieste. Le famiglie denunciano una gestione che tratta l’area come una periferia estrema, dove le esigenze dei minori vengono subordinate a logiche di risparmio o a una programmazione carente.

L’immobilismo dei vertici e il nodo delle responsabilità

Mentre i cittadini affrontano i disagi quotidiani, all’interno delle sedi amministrative delle ASP di Cosenza e Crotone si assiste a una rotazione di incarichi che non sembra portare a soluzioni concrete. Il movimento Le Lampare sottolinea come, nonostante il susseguirsi di nuove nomine e spostamenti di scrivania, i responsabili delle strategie sanitarie degli ultimi anni rimangano spesso i medesimi.

“Chiediamo solo una cosa semplice: un servizio dignitoso, la sicurezza di poter curare i nostri bambini senza dover fare chilometri o indebitarsi. È un nostro diritto ed un diritto dei nostri figli”, spiegano gli esponenti del movimento, evidenziando il contrasto tra i proclami istituzionali e la realtà di una Calabria ancora priva di una rete sanitaria efficiente.