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Studente calabrese incanta Pisa nel segno di Sant’Agostino

Si è tenuta nei giorni scorsi, il 17 marzo 2026, presso la sala San Pio X dell’Arcivescovado di Pisa, la presentazione della pubblicazione scientifica “Il problema gnoseologico in Agostino d’Ippona” del giovane Francesco Maria Maiuri, studente del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria. Il saggio, scritto dall’autore ancora diciassettenne quando era studente al quarto anno del Liceo Classico di Trebisacce, insiste sulla fenomenologia della conoscenza nel Santo vescovo d’Ippona, letta in un continuo dialogo con la filosofia classica, moderna e contemporanea e le principali e più recenti linee bibliografiche sull’argomento.

Il dibattito accademico e gli interventi illustri

L’evento, organizzato dall’Associazione culturale pisana Esperia, diretta dal dott. Francesco Lochiatto, e moderato dal socio Felice Bonamasa, è stato introdotto dalle riflessioni dell’Arcivescovo Metropolita di Pisa, S.E. Rev.ma Mons. Saverio Cannistrà. L’Arcivescovo ha messo in evidenza la particolarità e l’inattualità del volume, data la sproporzione tra il rigore scientifico-argomentativo dello studio e la vastità degli orizzonti intellettuali e culturali che lo attraversano rispetto alla giovanissima età dell’autore.

Hanno proseguito l’analisi del saggio le interessanti relazioni di tre docenti dell’Università degli Studi di Pisa: i professori Tommaso Greco, Pierluigi Consorti e Luigi Mariano Guzzo, i quali si sono soffermati sull’attualità culturale e accademica della ricerca compiuta da Maiuri e sulle prospettive epistemologiche della conoscenza in generale, come sostegno e sostrato di un’etica concreta e pragmatica.

Il confronto con il pubblico e le fonti filosofiche

In seguito ha concluso l’autore che, dopo una breve introduzione al contesto patristico-filosofico nel quale Agostino ha lavorato, ha risposto alle diverse domande delle personalità presenti, tra i quali numerosi docenti e ricercatori universitari e personalità pubbliche della cultura pisana, come il prof. Paolo Moneta, emerito dell’Ateneo pisano, e una folta rappresentanza di studenti dell’UniPi.

Tanti gli autori citati da Maiuri oltre ai loci agostiniani: partendo da Platone a Cartesio, passando per Tertulliano e Giustino ed arrivando a Stenone e Turoldo, l’autore ha evocato in maniera eclettica la poliedricità epistemica dei diversi gradi dell’apprensione gnoseologica che, da un profilo meramente sensibile, si libra verso la conoscenza della pura forma, cioè Dio, per Agostino.

Conclusioni e prospettive future

L’augurio che l’Arcivescovo Cannistrà e gli illustri relatori hanno rivolto al giovane autore, con l’icastico chiasmo agostiniano del “cercare per trovare e trovare per cercare”, è quello di proseguire la sua ricerca scientifica e accademica con la stessa passione e lo stesso ardore per la conoscenza che ha manifestato finora.

“È stata una suggestiva occasione di dialogo e di confronto”, ha dichiarato Maiuri che, partendo dai postulati epistemici agostiniani, ha inteso rileggere la gnoseologia sotto il suo profilo più meramente etico e pragmatico, come già Platone aveva messo in evidenza. “Ho vissuto — ha continuato il giovane scrittore calabrese — un momento che ha di certo arricchito le mie prospettive scientifiche e accademiche”.