Il futuro della Nazionale italiana sembra avviarsi verso una svolta radicale. Gennaro Gattuso appare ormai prossimo a un addio anticipato rispetto alla scadenza naturale del contratto prevista per giugno.
Il tecnico, attualmente a Marbella per un periodo di riposo con la famiglia, riflette su un percorso che non ha mai garantito il cambio di passo sperato. La crisi non riguarda però solo il campo, ma si estende ai vertici istituzionali: le probabili dimissioni del presidente Gravina rendono infatti difficile ipotizzare una continuità tecnica, trasformando l’eventuale permanenza di Gattuso in un limbo privo di prospettive reali.
Il patto con Buffon e l’ipotesi delle dimissioni anticipate
Nonostante un accordo informale tra l’allenatore e il capodelegazione Gianluigi Buffon per concludere la stagione insieme, la pressione esterna e il clima di incertezza potrebbero portare a una rottura immediata.
Se Gattuso dovesse avvertire la mancanza di una fiducia piena da parte dell’ambiente, non è escluso che possa optare per le dimissioni, una scelta coerente con la sua storia professionale fatta di decisioni nette. In questo scenario, si fa strada l’ipotesi di un’uscita di scena simultanea di Gattuso e Buffon, che chiuderebbe definitivamente una fase caratterizzata da troppe instabilità.
Tra passato e futuro: i nomi per la ricostruzione
Per colmare il vuoto tecnico e carismatico, la Federazione valuta profili capaci di offrire garanzie immediate. In cima alla lista tornano due figure ingombranti e familiari: Roberto Mancini e Antonio Conte.
Il primo rappresenta il legame con il successo europeo del 2021 e un calcio basato sulla manovra, mentre il secondo viene visto come l’uomo ideale per imporre rigore, intensità e una nuova identità tattica. Entrambi sono ritenuti i candidati più forti per avviare una ricostruzione che non ammette ulteriori scommesse. Le prossime settimane definiranno i nuovi equilibri e il nome di chi dovrà risollevare le sorti del progetto azzurro.



