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Caro carburante e sciopero dei tir: la Calabria rischia l’isolamento dal 20 aprile

Il settore dell’autotrasporto calabrese è tra i più colpiti dall’impennata dei prezzi, con il gasolio che nel Reggino ha ormai superato la soglia dei 2,24 euro al litro. La mobilitazione nazionale indetta da Unatras per la terza settimana di aprile minaccia di bloccare i rifornimenti in una regione già penalizzata dai rincari dei trasporti marittimi nello Stretto.

Prezzi record nel Reggino e l’allarme di Unatras

La situazione in Calabria appare sensibilmente più grave rispetto alla media nazionale. Mentre il dato regionale del gasolio si attesta sui 2,167 euro al litro, in provincia di Reggio Calabria si registrano picchi nel servito che sfiorano i 2,5 euro. Un aggravio di costi che, secondo le associazioni di categoria, mette a rischio la sopravvivenza di migliaia di imprese locali, costrette a lavorare in perdita.

«Con prezzi stabilmente oltre i 2 euro al litro e senza risposte concrete del Governo sarà inevitabile il fermo nazionale dei servizi», avverte Unatras, sottolineando come l’aumento del prezzo industriale abbia annullato i benefici del taglio delle accise.

Disagi nello Stretto e l’ipotesi delle navi lente

Oltre al trasporto su gomma, la crisi energetica sta investendo pesantemente i collegamenti tra Sicilia e Calabria. I pendolari dello Stretto denunciano aumenti definiti «ingiustificabili» sulle tariffe della Caronte & Tourist, aggravando i costi fissi per i lavoratori che attraversano quotidianamente il braccio di mare.

Per fronteggiare le spese, gli operatori valutano l’introduzione dello “slow steaming”. La riduzione della velocità delle navi permetterebbe di contenere i consumi di carburante, ma comporterebbe un allungamento dei tempi di percorrenza fino a due ore, con pesanti ricadute sulla puntualità delle consegne e sulla mobilità dei cittadini calabresi.