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Sparatoria in pieno centro a Tropea, arrestato un 33enne per tentato omicidio

Cinque colpi di pistola esplosi tra i passanti e i turisti nel cuore di Tropea durante la settimana di Pasqua. Un episodio di violenza brutale che ha portato oggi all’arresto di Graziano Chiarella, 33 anni, accusato di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione. La vittima, un imprenditore di 28 anni originario di Ricadi, è stata raggiunta da due proiettili alle gambe, riportando ferite gravi che richiederanno almeno sessanta giorni di cure.

La lite per una donna e l’appuntamento in via Libertà

All’origine del ferimento ci sarebbe una disputa sentimentale legata a una giovane donna, contesa tra l’indagato e la vittima. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri della Procura di Vibo Valentia, tra i due uomini era sceso il gelo dopo che Chiarella aveva iniziato una relazione con la ex fidanzata dell’imprenditore mentre si trovava all’estero. Al ritorno di quest’ultimo in Italia, la tensione è sfociata in una serie di provocazioni telefoniche che hanno portato alla fissazione di un incontro chiarificatore nel pomeriggio dell’8 aprile scorso, nei pressi di un negozio in via Libertà.

L’appuntamento si è rivelato in realtà una trappola. Dopo una breve colluttazione fisica in un vicolo isolato, la vittima ha tentato di fuggire alla vista del fratello dell’indagato, sopraggiunto sul posto con un’auto scura. In quel momento, l’aggressore avrebbe estratto una pistola calibro 7,65 esplodendo quattro o cinque colpi alle spalle del rivale.

Le indagini e il ruolo delle telecamere di sicurezza

Le immagini catturate dai sistemi di videosorveglianza di un esercizio commerciale sono state determinanti per cristallizzare la dinamica dei fatti. I filmati mostrano chiaramente l’intera sequenza: dall’arrivo dei protagonisti alla discussione animata, fino al momento in cui l’indagato punta l’arma contro la vittima che scappa e poi esplode i colpi. Il rinvenimento di quattro bossoli sul manto stradale di via Largo Baracche ha fornito l’ulteriore riscontro materiale necessario agli inquirenti.

L’imprenditore ferito è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale G. Jazzolino di Vibo Valentia con fratture esposte al femore e alla tibia. I medici hanno dovuto rimuovere un’ogiva conficcata nella coscia e applicare un fissatore esterno. Le lesioni, pur non avendo compromesso vasi sanguigni o nervi, potrebbero avere natura invalidante per il giovane di Ricadi.

La decisione del giudice e la premeditazione

Il gip ha smontato la tesi della legittima difesa inizialmente sostenuta dai legali della difesa, ravvisando invece tutti gli elementi della premeditazione. Nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, il magistrato ha sottolineato come l’indagato abbia dimostrato una “incapacità di frenare i propri impulsi criminosi”, aggravata dal fatto che l’arma del delitto non è ancora stata ritrovata.

Il giudice ha inoltre evidenziato il rischio concreto corso dalla vittima, osservando che l’uso di un’arma da fuoco in quelle modalità e il numero di colpi esplosi escludono l’ipotesi di lesioni volontarie a favore di quella, ben più grave, del tentato omicidio. Chiarella, che si era presentato spontaneamente ai militari accompagnato dal proprio avvocato dopo i fatti, rimarrà in carcere in attesa dell’interrogatorio di garanzia.